La Lettura, il settimanale domenicale targato Corriere della Sera, ha avuto l’idea di copiare un esperimento realizzato qualche anno fa negli Stati Uniti. Nel 2008 il violinista Joshua Bell suonò nella metropolitana di Washington per quarantatré minuti di fila, e riuscì a racimolare 32$ attirando un misero pubblico di sole ventisette persone, con un unico spettatore che si era degnato di fermarsi per un tempo di nove minuti. Il 18 gennaio la stessa situazione è stata riprovata a Roma, alla fermata Lepanto della metropolitana. Il compito è ricaduto su Carlo Maria Parazzoli, cinquantunenne primo violinista solista dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia. Il risultato è stato di 13€ e 6 centesimi, raccolti nell’arco di mezz’ora. Su 1760 passanti contati in quel tempo, soltanto 11 si sono fermati per qualche secondo ad ascoltare con un minimo di attenzione l’artista mentre eseguiva due opere di Bach. Un risultato leggibile in diversi modi. Se si pensa esclusivamente alla somma raccolta, verrebbe da pensare che guadagnare 13€ in mezz’ora, quindi mediamente 26€ l’ora, non è affatto male. Con un rapido calcolo, se questa giornata di lavoro durasse all’incirca 8 ore, al ritorno a casa il violinista potrebbe ritrovarsi con più di 200€, non male se paragonati alla situazione del mondo del lavoro italiano. Anche perché a difesa dei distratti ascoltatori va detto che molto spesso in metropolitana si è di fretta o immersi in pensieri inerenti il lavoro o lo studio. La stranezza può sorgere se si paragona il costo del biglietto a teatro per assistere a quello stesso tipo di esibizione, 50€ a poltrona. I frequentatori della metro nella mattina del 18 gennaio possono considerarsi inconsapevoli fortunati.
di Marco Sigillo