Coltelli, botte, insulti. La violenza nelle scuole italiane, da almeno tre anni, lancia pesanti allarmi. Secondo un recente studio del noto sito di settore Skuola.net, infatti, su 2.800 studenti delle scuole medie e superiori, oltre il 13% degli intervistati ha dichiarato di essere stato testimone di aggressioni fisiche o verbali. In questo contesto è emerso anche un altro dato preoccupante: il 6% delle vittime di violenza sono insegnanti. Una notizia tristemente aspettata. Nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2023 e febbraio 2024, infatti, sono stati registrati nelle scuole italiane ben 133 casi di aggressione fisica denunciati all’interno delle scuole medie superiori. Gli insegnanti coinvolti hanno dovuto recarsi in ospedale per farsi refertare. Ben 70 di questi atti di violenza, inoltre, sono stati commessi da studenti e in circa il 45% dei casi di violenza, le aggressioni non si limitano a insulti o minacce, ma sfociano in contatti fisici. Ma quali sono le differenze tra le scuole medie e superiori? Lo studio di Skuola.net, anche in questo caso, è molto dettagliato, con un picco nelle scuole medie, con il 29% degli studenti che ha assistito o ha sentito parlare di episodi aggressivi. Il dato, quindi, è molto più alto rispetto alla media del 13%. Nelle scuole superiori, invece, la percentuale di studenti che riferisce di aver assistito a violenze scende al 9% ma tra di essi la violenza fisica sembra essere più comune visto che il 54% degli studenti ha riferito di contatti fisici tra aggressori e vittime, mentre il dato medio per tutte le scuole è del 45% (per le medie invece scende al 34%).
Una situazione di crisi che ha spinto il Parlamento ad approvare una legge per contrastare il fenomeno. Tra le disposizioni più significative, c’è anche un inasprimento delle pene per chi aggredisce il personale scolastico, aumentando le pene detentive fino a sette anni e mezzo, mentre quelle per oltraggio fino a quattro anni e mezzo. Disposizione che però riguardano anche i dirigenti e il personale ATA. Non solo punizioni, però, perchè il Parlamento ha puntato anche sulla prevenzione creando un Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza del personale scolastico.
L’impegno è molto perchè la crisi è reale e la posta in palio alta. Ne va, infatti, della formazione delle nuove generazioni di italiani. Un allarme lanciato anche dalla Commissione Italiana per l’Unesco: “La violenza in ambito scolastico, in tutte le sue molteplici forme, è una violazione del diritto dei bambini e degli adolescenti all’educazione, alla salute e al benessere. Nessun paese può realizzare un sistema educativo di qualità per tutti, che sia inclusivo ed equo, se gli studenti sono vittime di violenza e bullismo a scuola. La violenza e il bullismo a scuola possono avere conseguenze devastanti per le vittime: i bambini e i giovani coinvolti hanno difficoltà a concentrarsi in classe, evitano le attività scolastiche, marinano o a abbandonano del tutto la scuola“.