Il vaccino Astra Zeneca in Italia sarà raccomandato agli over 60

di Redazione Zerottouno News

Pur riconoscendo i casi eccezionali di trombosi come effetti indesiderati molto rari dell’immunizzante anglo-svedese, l’Agenzia europea non ritiene di sconsigliare le somministrazioni per genere o fasce d’età, demandando la decisione ai singoli Stati in base alle loro esigenze“. Con queste parole l’EMA ha quindi confermato che il vaccino di Astra Zenaca è ancora sicuro, i benefici superano di gran lunga i rischi i casi di trombosi potrebbero essere degli eventi molto rari (in Gran Bretagna ne sono stati segnalati 30 su 18 milioni). In ogni caso, proprio l’Agenzia del Farmaco britannica ha deciso di sconsigliare il vaccino agli under 30 visto che la maggior parte di questa piccola percentuale di casi rari è stata rilevata in questa fascia di età.

Sulla stessa lunghezza d’onda sembra essere anche l’Italia che, ricevendo le rassicurazioni dell’EMA, ha ugualmente scelto di sconsigliarlo agli under 60: “Il vaccino Vaxzevria è approvato a partire dai 18 anni di età ma, sulla base delle attuali evidenze e tenuto conto del basso rischio di reazioni avverse di tipo tromboembolico a fronte della elevata mortali da Covid-19 nelle fasce di età più avanzate, si rappresenta che è raccomandato un suo uso preferenziale nelle persone di età superiore ai 60 anni. Chi ha già ricevuto una prima dose del vaccino Vaxzevria, in ogni caso, può completare il ciclo vaccinale col medesimo vaccino”.

La maggior parte dei casi italiani riguarda soggetti con meno di 60 anni, perlopiù donne e quasi sempre entro 14 giorni dalla somministrazione della prima dose. Al momento, tuttavia, non è stata riscontrata nei soggetti di età superiore a 60 anni questa rara correlazione di rischio. Per il Commissario Figliuolo questa scelta non minerà l’efficacia del piano vaccinale nazionale (che prevede entro la fine del mese di arrivare al regime di 500mila dosi al giorno) ma, con l’arrivo di circa 30 milioni di dosi di Astra Zeneca nel breve termine, è probabile che invece un rallentamento ci sia. Il caso delle centinaia di rifiuti di somministrazione di Astra Zeneca a Napoli potrebbe essere solo il primo di una lunga serie di intoppi.

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