Giovedì il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ormai incaricato Giuseppe Conte di formare il prossimo Governo. Il nuovo esecutivo, se nascerà, si sosterrà su una maggioranza formata da Movimento 5 Stelle e Partito Democratico.
Il lavoro di Conte non è tuttavia semplice, l’ex Presidente del Consiglio ha infatti giorni fa accettato l’incarico con riserva, consapevole del lavoro di mediazione a cui sarà costretto. Nel frattempo si sono susseguiti gli incontri tra esponenti dei due partiti della nuova maggioranza, sia in presenza dei due leader, Di Maio e Zingaretti, che in loro assenza. Tante le figure che stanno lavorando per limare le distanze. Anche Beppe Grillo, garante del Movimento 5 Stelle, ha invitato le parti a lasciarsi travolgere dall’entusiasmo di questa opportunità ed essere artefici di grandi cambiamenti positivi per il Paese. Una posizione decisamente mutata rispetto a quando il povero Bersani veniva sbeffeggiato in diretta streaming dall’allora guida del Movimento 5 Stelle. A proposito di diretta streaming, un tempo era caposaldo dell’ideologia del Movimento, ma oggi latita e tutte le trattative vanno avanti a porte chiuse.
Non bisogna comunque dimenticare le distanze tra PD e Movimento: i due partiti si sono insultati fino a poche settimane fa. Di Maio definiva i democratici “il partito di Bibbiano” e delle banche. Mentre dal PD arrivavano quotidiani inviti alle dimissioni per incapacità a guidare il Paese. Quanto e come potranno reggere in una pacifica convivenza è da verificare.
Si è parlato tanto di poltrone, un po’ meno di contenuti. Ad oggi non è chiaro quali saranno le priorità del Governo che nascerà, nè è chiaro se i provvedimenti dell’ultimo anno saranno confermati o smantellati.
Conte ci ha tenuto a precisare che non è corretto associarlo al Movimento 5 Stelle, di cui non fa ufficialmente parte, e dal quale preferisce restare indipendente. E intanto porta a casa anche il sostegno di Trump che in un tweet si è augurato che restasse alla guida del nostro Paese. A quanto pare anche gli “alleati” esteri hanno scaricato Salvini, che dopo essere tornato con la coda tra le gambe da Di Maio (senza successo), ora urla all’inciucio di palazzo. Sarebbe interessante chiedergli perché la maggioranza Lega-M5S fosse a suo parere più legittima di quella PD-M5S.