Top Gun è un film di genere azione-drammatico del 1986 diretto da Tony Scott e prodotto da Don Simpson e Jerry Bruckheimer per Paramount Pictures. La sceneggiatura è di Jim Cash e Jack Epps Jr e trae ispirazione da un articolo Top Guns scritto da Ehud Yonay per la rivista California Magazine.
Il cast è caratterizzato da un folto gruppo di future star e icone anni ‘80-‘90 del piccolo e grande schermo: Tom Cruise (Pete Mitchell / Maverick), Kelly McGillis ( Charlotte Blackwood / Charlie), Anthony Edwards (Nick Bradshaw / Goose), Val Kilmer (Tom Kazinsky / Iceman), Rick Rossovich (Ron Kerner / Slider), Tim Robbins (Sam Wells / Merlin), Meg Ryan (Carole Bradshaw), James Tolkan (Tom Jordan / Stinger), Tom Skerritt (Mike Metcalf / Viper), Michael Ironside (Rick Heatherly / Jester), Whip Hubley (Rick Neven / Hollywood), Barry Tubb (Henry Ruth / Wolfman), Clarence Gilyard (Evan Gough / Sundown), John Stockwell (Bill Cortell / Cougar), e Adrian Pasdar (Charles Piper / Chipper).
Il film ha incassato globalmente più di 177 milioni di dollari risultando un grandissimo successo al botteghino e ha ottenuto anche il plauso della critica che ne elogiò soprattutto la grande regia e la colonna sonora definita “indimenticabile”. La pellicola ha consacrato Tony Scott come regista a livello internazionale e lanciò Tom Cruise come una delle principali star di Hollywood e fra i riconoscimenti sono da annoverare il Premio Oscar ed il Golden Globe 1987 “miglior canzone” (Take My Breath Away). Nel 2015 il film stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso come film “culturalmente, storicamente o esteticamente significativo”.
Nel 2017 Tom Cruise ha confermato l’inizio delle riprese per l’estate dell’anno successivo di un sequel del film ed in seguito è stato rilasciato più di un trailer internazionale sui principali portali web riscuotendo un enorme successo. Il film, Top Gun: Maverick, per la regia di Joseph Kosinski, vede Cruise e Val Kilmer riprendere i rispettivi ruoli (Maverick e Ice Man) e la sua uscita è prevista per il 27 maggio 2022.
TRAMA USA. Il tenente Pete “Maverick” Mitchell ed il suo amico fraterno sottotenente di vascello Nick “Goose” Bradshaw sono, rispettivamente, pilota e navigatore di F-14 della Marina degli Stati Uniti imbarcati sulla portaerei USS Enterprise. Durante un volo di pattugliamento sull’Oceano Indiano insieme ad un altro F-14, pilotato da Bill “Cougar” Cortell con navigatore Sam “Merlin” Wells, i due aerei vengono inviati ad intercettare il segnale di un velivolo non identificato che si rivela essere una coppia di MiG-28 sovietici, nuovi modelli di caccia fino a quel momento quasi sconosciuti agli americani. I due F-14 affrontano subito i MiG, ma mentre Maverick e Goose riescono a metterne in fuga uno, Cougar viene messo in difficoltà dall’altro. Salvato in extremis da Maverick, grazie ad una manovra estremamente azzardata in volo rovesciato che costringe alla ritirata il secondo MiG, Cougar è colto da un attacco di panico e riesce con difficoltà a rientrare alla base supportato da Maverick, che disobbedisce agli ordini del comandante per aiutare il compagno di squadriglia. Una volta sulla nave Cougar, sposato e con un figlio piccolo non ancora conosciuto, fa rapporto al comandante della squadriglia Tom “Stinger” Jordan e rassegna le sue dimissioni da pilota della marina. A questo punto Stinger rimprovera aspramente Maverick e Goose per aver disobbedito agli ordini ma allo stesso tempo li informa di doverli mandare a Miramar, la prestigiosa scuola “Top Gun”, in quanto, con le dimissioni di Cougar, essi sono automaticamente diventati gli elementi di punta della loro squadriglia di aviazione. L’entusiasmo di poter competere con i migliori piloti della Marina USA sarà per Maverick l’occasione di provare il suo valore come pilota e soprattutto di maturare come uomo grazie a nuove difficoltà da superare.
ANALISI Musiche emozionanti, azioni aeree spettacolari, interpretazioni capaci di divertire ma anche di commuovere sono gli ingredienti perfettamente mescolati e bilanciati di una trama semplice che scorre veloce. Il protagonista è dotato di grande talento e coraggio ma indossa la maschera di una sfrontata spavalderia che, sostenuto da una fraterna amicizia, lo porta inevitabilmente a scontrarsi con le regole che vigono nella disciplina della condotta militare. L’occasione di poter dimostrare il proprio valore porta lo spettatore a conoscere i conflitti interiori che si celano dietro l’apparente sfrontatezza. Dopo l’entusiasmo iniziale, coronato dal romanticismo che non può mancare in una storia di formazione, emergono con tragica preponderanza dopo l’ennesimo azzardo le paure represse che portano allo sconforto dei sensi di colpa. L’ultimo combattimento aereo è una spettacolare prova di coraggio che sancisce la definitiva maturazione premiata da un finale pieno di speranza e amore.
SPOT E GRANDE SCHERMO Il regista, produttore cinematografico e televisivo britannico Anthony David “Tony” Scott (1944-2012), fratello minore del regista Ridley Scott (Il Gladiatore) è ricordato per il suo stile ipercinetico e patinato che gli ha permesso di produrre titoli campioni di incassi ormai ritenuti autentici classici di genere come – oltre a Top Gun – Beverly Hills Cop II-Un piedipiatti a Beverly Hills II (1987), Man of Fire-Il fuoco della vendetta (1987), L’ultimo boy scout-Missione sopravvivere (1991), Una vita al massimo (1993), Nemico pubblico (1998).
Il suo esordio nel Cinema è davanti alla macchina da presa, a sedici anni, nel cortometraggio Boy and Bicycle diretto dall’allora ventitreenne fratello Ridley, di cui segue le orme studiando al West Hartlepool College of Art e alla Sunderland Art School. Dopo il diploma al Royal College of Art è intenzionato a fare il pittore ma il successo della compagnia del fratello, la Ridley Scott Associates (RSA), nel campo della pubblicità televisiva riporta la sua attenzione al cinema. L’esperienza maturata come supervisore della compagnia del fratello, la capacità dimostrata nella direzione di un adattamento letterario e un’ottima riuscita sul grande schermo in quegli anni di altri registi provenienti dal mondo della pubblicità fanno pervenire molte offerte da Hollywood. Gli anni ’80 dell’ormai passato XX secolo segnano l’avvio della carriera del futuro regista. Dopo un iniziale insuccesso nel genere horror (Miriam si sveglia a mezzanotte, 1983) seguono due anni e mezzo di silenzio sul grande schermo ed un ritorno agli spot televisivi.
Il 1986 è l’anno della svolta: il successo planetario, botteghino e critica, di Top Gun trasforma Tom Cruise in una star e consacra il regista come campione di incassi di quell’anno. Da questo momento alterna è la parabola del regista che, fra alti e bassi di critica e botteghino, cerca di destreggiarsi in altri generi oltre che all’action capace di regalare successo anche con produzioni minori con cast di primo livello. Dalla collaborazione con lo sceneggiatore Quentin Tarantino – che confessò di essere un grande fan di Scott – esce nel 1993 Una vita al massimo. Ardita, esuberante e veloce rilettura del tema Bonnie & Clyde la pellicola si allontana dallo stile patinato che spesso veniva criticato al regista e – in perfetto stile tarantiniano – vantando un cast di primo livello aiuta a cambiare la percezione di Scott da regista hollywoodiano ben pagato a capace autore di film d’azione. Sul finire del XX secolo è da annoverare Nemico Pubblico (1998), thriller paranoico che, con un ritmo accelerato e un cast stellare fra cui spiccano le icone Gene Hackman e Will Smith, ottiene il plauso di critica e botteghino. Con il nuovo millennio Scott si riconferma regista d’azione di serie A con prodotti giudicati tecnicamente impressionanti di cui gli ultimi vantano star del calibro di Denzel Washington e John Travolta: Spy Game (2001), Man on Fire-Il fuoco della vendetta (2004), Domino (2005), Pelham 123-Ostaggi in metropolitana (2009) e Unstoppable-Fuori Controllo (2010).
Nel pomeriggio del 19 agosto 2012 nel distretto di San Pedro di Los Angeles il corpo del regista britannico viene trovato sotto il Vincent Thomas Bridge. Nella sua auto, parcheggiata sopra il ponte, oltre ai documenti di identità vennero trovati molti messaggi per i suoi cari. Dopo circa due anni dalla tragedia è il fratello Ridley Scott a rompere il silenzio e a chiarire che il regista aveva dovuto affrontare una lunga battaglia contro un tumore cerebrale. Il remake di un classico del 1979 (I guerrieri della notte) ed il sequel di Top Gun sono due progetti mai realizzati a causa della prematura e tragica scomparsa del regista.
PROPAGANDA ED EMOZIONI La United States Navy Fighter Weapons School, comunemente chiamata Top Gun, è la scuola di combattimento per piloti della Marina Militare Statunitense (U.S. Navy), fondata il 3 marzo 1969 nella base aerea della marina di Miramar (San Diego), in California, per addestrare i piloti imbarcati nelle tattiche di combattimento aereo, vista la poca esperienza degli equipaggi che volavano sul Vietnam. Fino agli anni ’80 la scuola ha utilizzato diverse varianti di velivoli da combattimento aereo: dai primi A-4 Skyhawk e F-5 Freedom Fighter per addestrare gli equipaggi degli F-4 Phantom II, agli F-16 Fighting Falcon, per simulare meglio le prestazioni dei nuovi caccia di 4a generazione sovietici, il MiG-29 Fulcrum e il Su-27 Flanker. Negli anni ’90 il programma di studio fu modificato per dare maggiore importanza all’attacco a terra e i velivoli degli istruttori, gli A-4 e gli F-5, furono sostituiti dagli F-14 e dagli F/A-18. Nel 1996 la base di Miramar fu trasferita al Corpo dei Marines e la Fighter Weapons School fu incorporata nel Naval Strike and Air Warfare Center di Fallon, in Nevada. Attualmente gli istruttori della scuola volano su F-16 e F/A-18.
“Un buon pilota deve sempre riuscire a valutare i fatti
nel migliore dei modi. Per poi applicare quello che ha imparato.
Lassù dobbiamo essere al massimo. È il nostro lavoro.”
Non serve un occhio esperto per notare subito un intento propagandistico ad esaltare la bravura dell’aviazione della Marina USA: dopo l’uscita del film si ebbe il più elevato numero di matricole mai registrato dalla Seconda Guerra Mondiale. E che le mode giovanili registrassero da allora una forte tendenza a usare il giubbotto in pelle Schott e gli occhiali Ray-Ban Aviator indossati da Cruise è un’ulteriore prova dell’abilità del regista forgiato sull’esperienza negli spot pubblicitari: impressionare lo spettatore offrendo uno spettacolo che, divertendo ed emozionando, piace al cinefilo che non dimentica la sua adolescenza in quell’ormai lontano e indimenticabile ultimo ventennio del XX secolo.
Ma un occhio più maturo e acuto che non si ferma alla superficie di stampo commerciale o alla propaganda militare, può vivere con maggiore serenità e soddisfazione le emozioni suscitate da una regia che sfruttando al meglio una perfetta combinazione di elementi (inquadrature a ritmo di musica, una colonna sonora indimenticabile, interpretazioni impeccabili di future star e sex symbol della loro generazione, la suggestiva fotografia di Jeffrey Kimball che padroneggia cromatismi e riprese in controluce sulla portaerei), rende ancora più emozionante il passaggio dall’entusiasmo sfrenato alla maturazione sofferta del protagonista quale specchio di quella lezione da ricordare sempre: per quanto abile e coraggioso tu possa essere, la vita vera è una salita piena di ostacoli da superare seguendo il proprio istinto sostenuto da determinate regole.
RIP TONY SCOTT.
CLASSICO IMMORTALE.