Tra venerdì 29 maggio e il 1 giugno, quando si conosceranno gli effetti delle riaperture del 18 maggio, sapremo se il 3 giugno sarà o meno la data di ripartenza per gli spostamenti tra regioni facendo venir meno i motivi di necessità ad oggi richiesti. I casi di Covid-19 sono in calo in tutte le Regioni italiane, anche se rimangono marcate differenze sui diversi territori nazionali. L’indice di trasmissibilità territoriale Rt, per sommi capi, è sotto il valore 1 praticamente ovunque. Se come da programma il 3 giugno è la data di ripartenza per gli spostamenti tra regioni, tutto dipenderà però dagli indici di contagio che si registreranno al momento della decisione.
Secondo il Comitato tecnico scientifico (Cts) del Ministero della Salute, per avere il quadro completo dell’allentamento del 18 maggio, bisognerà attendere addirittura il 10 giugno e soltanto il 25 giugno sapremo se le misure adottate saranno state efficaci e avranno raggiunto gli obiettivi: l’indice R0 sarà sicuramente cresciuto, ma se non salirà sopra l’1 vorrà dire che siamo ai livelli più tranquilli della Germania.
E’ perciò infondata la notizia, smentita dal Cts oltre che dai ministeri della Salute e degli Affari regionali, che sarà possibile spostarsi dopo il 3 giugno tra Regioni con lo stesso indice di contagio. Se la situazione poi rimane quella presente, secondo il presidente dell’Istituto superiore della sanità, Silvio Brusaferro, in quella data gli spostamenti non sarebbero nemmeno possibili.
L’ipotesi più plausibile è quella che dopo il 3 giugno, se il quadro sarà rassicurante in tutte le Regioni, non ci saranno più limitazioni agli spostamenti, altrimenti si rinvierà di una settimana l’allentamento. Potrebbe succedere però, com’è più probabile, che riapriranno i confini solamente le Regioni a basso indice di contagio, mentre resteranno chiuse per una o due settimane quelle con un tasso di rischio ancora alto.
Al momento l’indice di contagio territoriale (Rt) della settimana appena trascorsa (18-25 Maggio) delle singole regioni italiane riportato dall’Istituto Superiore della Sanità è indicato nel riquadro che segue:
Abruzzo | 0,86 | |||
Basilicata | 0,63 | |||
Calabria | 0,17 | |||
Campania | 0,45 | |||
Emilia-Romagna | 0,49 | |||
Friuli-Venezia-Giulia. | 0,63 | |||
Lazio | 0,71 | |||
Liguria
|
0,52 | |||
Lombardia | 0,51 | |||
Marche | 0,48 | |||
Molise | 0,51 | |||
Piemonte | 0,39 | |||
P.A.Bolzano | 0,45 | |||
P.A.Trento | 0,77 | |||
Puglia | 0,56 | |||
Sardegna | 0,27 | |||
Sicilia | 0,69 | |||
Toscana | 0,59 | |||
Umbria | 0,53 | |||
Valle d’Aosta | 1,06 | |||
Veneto | 0,56 |