Anche il mondo dello sport isola la Russia a livello mondiale. Le reazioni all’invasione dell’Ucraina peseranno infatti sia sugli atleti che sui team russi, ma anche sulla stessa Russia. Come primo atto la finale di Champions League di calcio è stata cambiata: si doveva giocare a Sochi, in Russia, ma ora si giocherà a Parigi. In Italia, poi, tutte le partite cominceranno con 5 minuti di ritardo per solidarietà al popolo ucraino. Sempre dal mondo del calcio sono arrivati i primi colpi alle aziende russe. Almeno due, infatti, le squadre che hanno rinunciato ai loro sponsor russi: lo Schalke ha rinunciato a mettere sulle proprie casacche il logo della Gazprom (grande industria energetica russa), mentre il Manchester United ha rinunciato al contratto di sponsorizzazione con Aeroflot, compagnia d’arei russa. Anche a livello di nazionali la Russia andrà incontro a problemi. Le prossime gare tra Ucraina e Russia, infatti, verranno giocate in campo neutro e sono a rischio le gare con la Polonia, che ha già fatto sapere di non voler più giocare contro i russi. Problemi anche in Formula 1, dove è già stato annullato il GP di Sochi e dove la Haas ha deciso di tagliare i ponti con lo sponsor Uralkali, azienda di fertilizzanti russa di proprietà del papà del pilota Mazepin che ora rischia anche il suo posto nella scuderia. In ultimo, nel mondo della musica la scossa è arrivata dall’Eurovision che ha eliminato dalla competizione i musicisti della Russia.
(Foto copertina di Harold Cunningham – UEFA/UEFA via Getty Images)