Sorriso coinvolgente, bellezza mediterranea, pronta a diventare mamma. Tutto questo era Giulia Tramontano, giovane donna originaria di Sant’Antimo in provincia di Napoli e uccisa dal compagno 30enne a Senago, in provincia di Milano. A perdere la vita lei e il suo futuro bambino, avuto proprio con il compagno Alessandro Impagnatiello. Il barman ha confessato, dopo che il corpo è stato ritrovato e il fermo è scattato. L’uomo nega la premeditazione, secondo Il Giorno avrebbe affermato di aver visto la compagna tagliarsi e di aver solo contribuito a finire la sua agonia mettendo fine alle sofferenze con un coltello. Una versione poco credibile che infatti non ha convinto gli inquirenti.
Impagnatiello ha ucciso la compagna e i piccolo che portava in grembo e ha tentato di darle fuoco, salvo poi cambiare idea e nascondere il corpo in un altro luogo. Sui social la coppia sembrava affiatata ma in realtà il barman tradiva Giulia e aveva rischiato di avere anche un altro figlio fuori dalla relazione. Impagnatiello ha affermato che l’unico modo per pentirsi sarebbe suicidarsi ma nel frattempo c’è un’intera nazione che si è stretta come non mai alla famiglia di Gliulia.
Da Milano a Sassari, tutti con un pensiero a Sant’Antimo con quell’hashtag che campeggia ovunque: #NoisiamoGiulia. L’ennesima relazione tossica, l’ennesimo femminicidio che sconvolge tutti e lascia una famiglia a far i conti con un dolore indescrivibile.