Si è finalmente conclusa con un lieto fine la situazione di Marcela, la donna senzatetto bulgara che dormiva sotto il portico di una banca a Nola. Avevamo notato questa donna e lanciato sin da subito una campagna mediatica per aiutarla, venendo a conoscenza che molte associazioni e molti privati cittadini la stavano già aiutando come potevano. Il passo più grande l’avrebbe dovuto fare il Comune di Nola che, non solo, non ha risposto agli appelli dei cittadini e degli organi di stampa, ma ha anche comunicato solo in modo ufficioso, svicolando dalla situazione. La donna è stata lasciata per settimane in mezzo alla strada, in preda al maltempo e alle angherie di qualche balordo. La cosa che crea più sconcerto è che tutto questo è stato permesso proprio nel mese in cui il Comune di Nola aveva organizzato il “mese della donna”, con convegni ed iniziative in onore del gentil sesso. Per più di una settimana abbiamo dato risalto a questa situazione, andando a parlare con la donna stessa, comunicando con associazioni di volontari, come la Comunità di Sant’Egidio, NoiPolizia, Civitas. Grazie al grande impegno di NoiPolizia eravamo riusciti a vedere chiaro sulle situazioni dei dormitori dell’agro nolano, riguardo cui il Comune aveva fatto intendere che la donna era addirittura fuggita da uno dei suddetti edifici a San Giuseppe. Questa poco convincente affermazione ci aveva portato ad andare a fondo nella questione, eravamo andati a parlare direttamente con la donna che ci aveva confidato che era tutto falso e che ovviamente voleva essere aiutata. Responsabili comunali avevano quindi comunicato, sempre in maniera ufficiosa, che era prevista una riunione per trovare una soluzione, ma dopo quest’ultimo contatto il Comune non si era più esposto, dimostrando praticamente di “lavarsene le mani”.
Fortunatamente per la città di Nola e per la donna, alcuni giorni fa la Comunità di Sant’Egidio, grazie all’aiuto di alcune missionarie di Villaregia, le ha trovato una sistemazione temporanea, in attesa che siano pronti i documenti che le erano stati rubati e con la speranza che possa trovare un lavoro. Marcela, questo il suo nome italianizzato, ha in realtà una laurea in scienze del turismo e parla ben 5 lingue: rumeno, bulgaro, francese, italiano e russo. La donna è ancora scossa da questa brutta esperienza ma ha la volontà di ripartire e di rifarsi una vita dignitosa, sintomi di un carattere forte che sempre ci aveva mostrato. Ringraziamo tutte le associazioni che ci hanno aiutato e che da sempre vivono queste realtà con pochi fondi, associazioni come Forum Terzo Settore, Civitas, NoiPolizia, Comunità di Sant’Egidio; una nota di merito va, In particolare, alle ultime due in ordine di citazione. Ci teniamo a ringraziare tutti quei cittadini che si sono interessati alla situazione e li invitiamo ad un ultimo “sforzo”, Marcela è laureata e parla 5 lingue, ha bisogno di lavoro e magari con un nuovo passaparola sul web potrebbe ottenerlo.
Il nostro “fare giornalismo” ci porta sempre ad indagare e a dare risalto a situazioni che ci appartengono, con l’obiettivo di dare una mano per trovare una soluzione. E’ per questo che ci siamo sorpresi per il comportamento del Comune, proprio nel periodo dedicato alla donna e nel mese in cui il Papa ha affermato che gli immigrati sono “cittadini di Dio, non di seconda classe”. Situazioni come quelle di Marcela non sono nuove e sicuramente non sono isolate, basti far caso alla vergognosa aggressione ai danni di un senzatetto in questi giorni nei pressi della stazione dei treni di Nola. Ci auguriamo che il Comune smentisca le sue ultime azioni, anzi “non azioni”, soprattutto trovandoci in una comunità così solidale come quella nolana. Potrà un giorno la politica servire alla gente e non la gente servire alla politica?
di Nello Cassese