L’Unione Europea imprime l’accelerata sul salario minimo per i lavoratori. La Commissione ha infatti trovato l’accordo con gli altri due organi dell’Unione per la direttiva sui criteri per il salario minimo, la palla passa quindi al Parlamento ed al Consiglio per l’approvazione finale e poi ai Paesi membri per la ricezione. Non tutti, però, saranno soggetti a questi paletti poichè non tutti gli Stati hanno una legge che prevede un salario minimo. Tra questi l’Italia che ad oggi sta dibattendo sulla necessità di dotarsi di un sistema di salario minimo. Questa accelerata comunitaria potrebbe, tuttavia, imporre alla politica italiana una presa di coscienza per ridurre i tempi di dibattito.
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“L’Europa si presenta con una buona notizia ai lavori dell’OCSE a Parigi – ha affermato il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando – L’ok alla direttiva sul salario minimo apre una prospettiva per contrastare il lavoro povero e per dare a tutti i lavoratori un salario dignitoso. L’Italia si è battuta per questo importante risultato che estende tutele e diritti ai lavoratori europei. Un passo importante per concretizzare l’Europa sociale e del lavoro. È una discussione che non riguarda solo l’Italia, ma l’Europa e il mondo occidentale. Nell’immediato, dare fiato ai salari più bassi con un intervento sul lavoro povero. Poi un’azione sistematica sulla contrattazione che garantisca un rinnovo tempestivo dei contratti e meccanismi che tengano conto, senza automatismi, dell’inflazione. E infine un intervento pluriennale di taglio delle tasse sul lavoro, a partire dalla prossima manovra. Questi tre livelli si tengono insieme, non vanno contrapposti“.
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