“La volontà era quella di uscire dalla fase di indignazione e passare alla fase pratica, ecco perchè è nato il nostro movimento“, così il dott. Alberto Ruggiero ha presentato il “giovane” movimento cittadino “Movimento Piazza d’Armi“. Il presidente ha poi risposto ad alcune nostre domande.
“Quando è nato il Movimento?“
Ci siamo costituiti nel novembre 2015. Volevamo dare voce ai cittadini e perseguire svariati obiettivi, cercando di mettere in moto un attivismo civico che coinvolgesse cittadinanza e amministrazione, con il fine ultimo di contribuire ad un miglioramento della città dal punto di vista sociale e culturale.
“Pare di capire che il fulcro dei vostri progetti sia Piazza d’Armi, quella che potrebbe diventare il vero polmone della città. Che visione avete di essa e quali progetti immaginate?”
Ovviamente la nostra è una visione idealistica. Una visione però che tutti i nolani auspicano, ovvero vederla trasformata in un grosso parco verde con tanti servizi offerti. A tal proposito abbiamo organizzato due convegni: il primo nel 2016, in cui abbiamo voluto far innescare una prima scintilla, un dibattito sulla questione; nel secondo invece abbiamo presentato il nostro personalissimo progetto per la rivalutazione dell’area davanti a tante figure rappresentanti le istituzioni. Tra di esse c’erano anche esponenti del Demanio che, proprio all’epoca, aveva bandito un concorso con cui chiedeva a cittadinanza e popolazione delle proposte per la rivalutazione dell’area, con il fine ultimo di trasferire la stessa area al Comune.
“Il Movimento però si è mosso anche in direzione della sensibilizzazione alla legalità.”
La legalità è uno dei nostri obiettivi. A febbraio 2018 abbiamo organizzato un evento proprio sulla legalità che ha visto protagonisti i giovani. Abbiamo scelto studenti delle quinte di 3 scuole del nostro territorio che hanno realizzato dei cortometraggi sull’argomento. Alla premiazione erano presenti il Procuratore Nazionale Antimafia, dott. Cafiero de Raho, don Patriciello e il dott. Filippo Spiezia, vice presidente dell’Eurojust, l’unità di cooperazione giudiziaria permanente dell’Unione Europea.
“Qual è quindi il vostro messaggio?”
Noi riteniamo che i cittadini debbano riappropriarsi della città, vivendola e migliorandola. Tutti noi dobbiamo sentirci parte attiva della vita cittadina, non solo degli spettatori.