Si può regalare denaro in busta come dono per il matrimonio? Quali sono i limiti imposti dalla normativa sulla tracciabilità dei pagamenti? Vediamo di capirne di più.
Le donazioni matrimoniali costituiscono una donazione di modico valore. Essa, pertanto, non è tassata: i coniugi non dovranno dichiarare all’Agenzia delle Entrate gli importi ricevuti anche se l’importo derivante dalla somma di tutte le donazioni ricevute dovesse assumere un valore consistente; le donazioni di modico valore non richiedono l’atto pubblico: possono essere effettuate verbalmente o con la semplice consegna del denaro. Se l’importo dovesse essere di notevole valore sarà necessario l’intervento del notaio, pena nullità della donazione.
Vediamo fino a che importo si possono mettere contanti in busta per il matrimonio. La legge vieta lo scambio di contanti, tra persone diverse, per importi superiori a 999,99 euro. Pertanto, se la donazione avviene per 1.000 euro o valore superiore, il denaro deve essere trasferito tramite strumenti tracciabili. Se si dovesse superare il limite all’uso dei contanti scatta una sanzione amministrativa, sia per il donante che per il donatario.Tali regole sussistono anche per i regali di matrimonio.
È possibile regalare denaro in busta per il matrimonio fino a 999,99 euro; in caso di superamento della soglia occorrerà scegliere per altre modalità:
• un assegno bancario o circolare;
• un bonifico;
• una carta di credito ricaricabile;
• un vaglia postale.
Sono escluse dall’imposta le erogazioni liberali per le spese di mantenimento, educazione, malattia, abbigliamento e nozze. Infatti, la circolare n. 3/2018 dell’Agenzia delle Entrate specifica che le donazioni di modico valore non soggiacciono all’imposta sulle donazioni. Sono di «modico valore» le donazioni che non determinano un impoverimento per il donante. Se gli sposi dovessero versare i contanti in banca, il correntista dovrà specificare che costituiscono donazioni di matrimonio, allegando copia dell’atto che certifica le nozze. Non solo la banca ma anche l’Agenzia delle Entrate può rilevare lo spostamento di denaro.
Ciò potrebbe determinare un accertamento fiscale. Si ritiene opportuno dimostrare la concomitanza tra versamento e atto di matrimonio, il numero degli invitati risultante dalla fattura rilasciata dal locale ove si è svolto il ricevimento, al fine di allegare una valida prova per superare le presunzioni del Fisco. Qualora si vogliano evitare problemi, si potrebbe versare in banca solo una parte dell’importo, lasciando la restante parte per sostenere le spese che la nuova famiglia dovrà affrontare nei mesi successivi alla celebrazione del matrimonio.