La settimana politica è cominciata con la presentazione della card per il reddito di cittadinanza. Con un allestimento degno degli eventi Apple, Luigi Di Maio ha svelato la card attraverso la quale sarà erogato il reddito di cittadinanza. Dal 6 marzo sarà possibile presentare domanda per ottenerlo, mentre per i primi versamenti bisognerà aspettare il 27 aprile. Il Governo punta molto sull’efficacia del reddito di cittadinanza per cercare di rispondere alle difficoltà dell’economia e del mercato del lavoro italiano.
Proprio dai dati economici continuano ad arrivare pessime notizie per il paese. La Commissione Europea ha visto notevolmente al ribasso le stime di crescita dell’Italia. Nel 2019 è previsto un aumento del PIL pari allo 0,2%. Cifra irrisoria considerata la situazione attuale e le grandi aspettative generate negli ultimi mesi con la manovra finanziaria, sulla quale si è tanto discusso. Se le stime si verificheranno vere, saremo il paese europeo a crescere meno, e l’unico con una crescita inferiore all’1%.
Non ha mancato di trovare spazio nel dibattito politico il ministro Toninelli. Prima una polemica con Salvini, che gli chiedeva come mai l’analisi costi benefici riguardante la TAV fosse stata inviata prima a Parigi e poi condivisa nel Governo. Poi un’uscita, forse un po’ superficiale, sul disinteresse degli italiani di recarsi a Lione: “lasciatemelo dire, chi se ne frega di andare a Lione”.
Per par condicio, il leghista Bussetti, ministro dell’istruzione si è lasciato andare ad una dichiarazione che ha generato parecchie polemiche. Intervistato riguardo la destinazione di fondi per il Sud Italia, ha risposto “Non ci vogliono più fondi. Più sacrificio, più lavoro, più impegno. Vi dovete impegnare forte”. Parole che lasciano trapelare la scarsa considerazione, e anche conoscenza, del ministro per la situazione di scuole e università del Sud Italia. A riguardo il vicepremier Di Maio ha chiesto al ministro di chiedere scusa, etichettando la dichiarazione come una “fesseria”.
La settimana si chiude con un appuntamento elettorale molto atteso, sia dalla maggioranza che dalle opposizioni. Oggi si vota per le regionali in Abruzzo. Lega e Movimento5Stelle si sfidano. I salviniani vanno in coalizione con Forza Italia e Fratelli d’Italia, con il candidato Marco Marsilio. La Lega punta ad essere il partito più votato, si tratterebbe della prima volta in una regione del centro-sud. Il M5S candida Sara Marcozzi, puntando molto sul tema del lavoro e forte dell’ottimo risultato ottenuto alle politiche dello scorso marzo (qui il Movimento raccolse quasi il 40%). Il centrosinistra ha governato la regione negli ultimi anni, eppure punta su un candidato, Giovanni Legnini, in discontinuità con la precedente amministrazione, sintomo della confusione all’interno del partito. Nella coalizione di centrosinistra sono ben 8 le liste, forse nella speranza che i tanti candidati consiglieri portino elettori.
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