Da più di due settimane, senza un grande clamore mediatico, sono in ostaggio 18 pescatori italiani in Libia. Il 2 settembre scorso nell’area libica sotto il controllo del generale Haftar vengono intercettate 4 imbarcazioni. Al termine dell’intervento gli equipaggi di due navi italiane, l’Antartide e la Medinea, di Mazara del Vallo e Pozzallo, vengono presi in custodia e portati sulla terraferma con l’accusa di aver pescato in zone economiche esclusive della Libia. I marinai potrebbero presto essere sottoposti a processo e, vista l’instabilità di quell’area e in generale di tutta la Libia (da anni divisa in due Governi, ndr), la situazione non sembra rassicurante. Nelle scorse ore, secondo indiscrezioni uscite sui media di tutta la nazione, membri del Governo di Haftar avrebbero proposto uno scambio di prigionieri tra i 18 marinai e 4 libici condannati in Italia a 30 anni per traffico di essere umani ma che i politici libici considerano delle promesse del calcio locale. Il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, nel frattempo ha sentito prima il suo omologo degli Emirati Arabi e poi sentirà il ministro russo Lavrov: entrambi sono due attori molto influenti nei confronti di Bengasi e del governo di quella parte di Libia.
64
articolo precedente