Dopo le fantastiche immagini lasciateci dalle Olimpiadi di Rio, hanno preso il via le Paralimpiadi, che vedranno impegnati atleti provenienti da tutto il mondo affetti da diverse forme di disabilità. A rovinare questa prima giornata arrivano dichiarazioni tristissime da parte dell’atleta belga Marieke Vervoort, che alla presentazione della sua squadra si è lasciata andare a confessioni riguardo la possibilità di chiedere l’eutanasia una volta terminate le olimpiadi. La 37enne belga, vincitrice dell’oro a Londra 2008, nella disciplina dei 200m in sedia a rotelle, ha confessato che la malattia neurodegenerativa che la affligge da circa 20 anni, e che la costringe in carrozzina, le provoca costanti dolori tanto da non permetterle di dormire certi giorni. “Quando salgo sulla carrozzina, tutte le ansie, i dolori e le paure scompaiono. Ma sto cominciando a pensare all’eutanasia. Non voglio vivere come un vegetale: quando arriverò a quel punto, capirò che è il momento giusto”. L’unica gioia le gare e gli allenamenti durante i quali il dolore non si sente, l’adrenalina del momento non lascia spazio a pensieri e riflessioni sulla propria condizione. Una condizione che non frena però Marieke dal desiderio di chiudere la carriera da vincente, sperando di bissare l’oro di Londra; al termine sarà la sua coscienza a guidarla nella scelta più difficile, dato che in Belgio le sarà possibile scegliere di porre fine alla propria vita.
di Marco Sigillo