Il giorno dopo il grave incendio nell’impianto di riciclaggio di San Vitaliano si susseguono dichiarazioni e ordinanze.
Già ieri, a pochi minuti dal rogo, il Ministro dell’ambiente, il generale Sergio Costa, aveva affidato ad un post su Facebook la sua reazione, dichiarando di aver attivato i Noe e di seguire da vicino la vicenda per fare luce su quello che è il 300esimo rogo negli ultimi due anni. Sempre su Facebook, anche il vicepremier e Ministro del Lavoro Luigi Di Maio mandava un pensiero ai suoi conterranei, sottolineando come l’elevato numero di roghi fosse la spia di problemi sui quali investigare con attenzione, per il bene della salute della popolazione locale.
Il Comune di San Vitaliano ha emesso nella giornata di ieri un’ordinanza che vieta ai cittadini di intrattenersi all’aperto, invitandoli a restare in casa con finestre chiuse e senza attivare condizionatori che riciclino l’aria esterna. Nella stessa ordinanza c’è anche il divieto di raccogliere e vendere coltivazioni e prodotti ortofrutticoli.
L’emergenza sta riguardando anche i comuni adiacenti nel raggio di 3 km, tra cui Nola, dove il commissario prefettizio ha adottato la stessa ordinanza di San Vitaliano.
Partiranno ora le indagini dei carabinieri per far luce su eventuali responsabilità. Alle 16.15 di oggi sono arrivate le rilevazioni ufficiali effettuate dall’ARPAC tramite l’installazione di specifiche centraline a supporto di quelle già presenti sul territorio. Nel comunicato diramato dall’Agenzia Regionale si legge che “Non si registrano particolari situazioni anomale, invece, per il monossido di carbonio le cui concentrazioni si mantengono entro i valori tipicamente registrati e ampiamente al di sotto delle soglie normative vigenti.“, stessa cosa per altri agenti inquinanti che, pur presenti nell’aria, non hanno mai superato le soglie di attenzione.