Prima partita casalinga per il Nola 1925 fuori dalle mura nolana. Non ancora agibile, infatti, lo Sporting Club, i lavori continuano ma i tempi non hanno sorriso alla causa nolana. I bianconeri, in occasione della seconda gara del campionato di D, saranno costretti quindi a giocare contro il Marsala nell’impianto di Cercola.
Dispiacere ed amarezza per la società bruniana che, attraverso un comunicato stampa, ha affermato:
Il Nola in che serie gioca?” Queste parole, pronunciate dall’assessore allo Sport prima della presentazione del Nola ai propri tifosi (venerdì scorso), sono l’amara fotografia del medioevo politico e sociale in cui è sprofondata la città di Giordano Bruno. Un periodo buio iniziato anni fa, quando lo stadio comunale di Piazza d’Armi fu prima abbandonato, poi parzialmente demolito, per lasciare spazio ad un Museo della Cartapesta mai realizzato. Di cartapesta, piuttosto, sembra fatta la macchina burocratica comunale. Incapace di raccogliere le istanze d’una società di calcio, impegnata per il secondo anno di fila nel campionato di Serie D. Campionato che comincia senza una casa dove ospitare le avversarie, alcune gloriose come Palermo e Savoia. Cosicché il Nola e i suoi tifosi sono costretti ad esiliare. Per oltre due mesi lo staff del presidente Alfonso De Lucia si è recato più volte al Comune per sciogliere gli ultimi nodi che negavano l’agibilità dello Sporting. Ore di attesa prima di essere ricevuti. Promesse e raccomandazioni. Tutto vano.
Amaro anche il commento del presidente De Lucia:
Questa situazione distrugge le nostre speranze e quelle dei tifosi di riportare il Nola tra le migliori società della Campania. Siamo senza casa ed ora senza entusiasmo per via di una vicenda che ha dell’assurdo. Il Comune si è impelagato in un vortice di burocrazia che ad oggi non ci consente di aprire le porte dello Sporting Club ai tifosi ed alle società che affronteremo. Si tratta di una mancanza vergognosa che ci costringe in esilio a Cercola dove, nonostante mille problemi economici e sociali, ci sono strutture sportive capaci di ospitare eventi importanti. Questa è Nola e questi sono gli atteggiamenti che uccidono lo sport e le speranze delle future generazioni. Avevamo chiesto rispetto per il Nola e i nolani e di tutta risposta abbiamo ricevuto solo false promesse sia da un punto di vista istituzionale che imprenditoriale. In questi due mesi siamo stati trattati come “l’ultima ruota del carro”. Siamo stanchi e scoraggiati, questa città sta toccando il fondo.