Da giorni sui social e nel mondo dello spettacolo e della cultura un solo slogan si può ascoltare: “Fate Tornare Mimmo Lucano a casa“. L’ ex sindaco di Riace, finito al centro di un’inchiesta per lo smistamento dei rifiuti e per la gestione dei migranti, è ancora interdetto dal vivere nella sua Riace. Lì, dove vive il padre, 93 anni e malato di leucemia, e ora in fin di vita. Sul noto sindaco calabrese, all’estero considerato un sindaco illuminato, pende però ancora il divieto di dimora in quel comune.
Tanti si sono mobilitati in sostegno di Mimmo Lucano, sia sul web che sui social. Su Change.org è stata creata una petizione (QUI il link), molte personalità dello spettacolo hanno espresso un pensiero. Degno di nota quello di Beppe Fiorello:
Mentre i camorristi, mafiosi, politici corrotti, imprenditori evasori e collusi con il malaffare di ogni genere si possono permettere i domiciliari, in alcuni casi addirittura la libertà totale e altri casi ancora persino stare sui banchi del parlamento, Mimmo Lucano non può nemmeno stringere la mano del padre nel momento più duro della sua vita, la malattia. Ieri sera ho sentito Mimmo al telefono, mi permetto di pubblicare un minuscola parte della nostra chiacchierata: “Beppe, io non chiederò nulla a nessuno, non scomodo il presidente della repubblica per una cosa simile, io aspetto soltanto sia fatta giustizia, non voglio compassione da nessuno, voglio giustizia”. Questo è Mimmo Lucano e allora, lo faccio io per te e, chiedo un solo istante di umanità, di comprensione dinanzi alla vita di un padre ed un figlio che vogliono abbracciarsi per una volta ancora prima della fine di una vita trascorsa insieme, lo faccio sapendo di attirare ulteriori cattiverie ma non mi importa, io per Mimmo ci sarò sempre, so chi è, conosco la sua coscienza e il suo operato che hanno distorto per interessi politici, è stata tutta una montatura ad arte per dimostrare ciò che serviva a far ottenere voti utili al potere. Il film è sempre lì, pronto a dimostrare la verità assoluta, l’essenza umana di quel ragazzo che negli anni ‘90 ebbe un’idea di accoglienza illuminata e civile, di quel ragazzo che voltò le spalle anche agli affetti più cari per dedicarsi agli ultimi e non solo migranti. Mimmo, non mollare, il tempo ti darà ragione!