A un mese esatto dalla tragica morte si è tenuta, con rito evangelico, la messa in suffragio di Pasquale Apicella, il poliziotto ucciso nell’aprile scorso travolto da dei rapinatori a Napoli a cui stava cercando di sbarrare la strada con la volante. Le immagini dolorose dei familiari in occasione dell’omaggio a sirene spiegate dei colleghi di Apicella avevano fatto il giro del web, commuovendo molte persone. Ora, dopo aver atteso che le restrizioni si fossero allentate, è stato reso onore al giovane servitore dello Stato nella chiesa di San Ludovico a Marano. Presenti anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio; il prefetto di Napoli, Marco Valentini; il questore di Napoli, Alessandro Giuliano; il comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Napoli, Canio Giuseppe La Gala; il procuratore generale di Napoli, Luigi Riello; il procuratore della Repubblica di Napoli, Giovanni Melillo. Dal pulpito il parroco ha tessuto le lodi dell’agente ma ha sottolineato un problema che ormai è impellente: proteggere chi ci protegge.
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