Ecco cosa cambia con la Legge di Bilancio: dentro reddito di cittadinanza e quota 100

di Vincenzo Persico

Con la promulgazione da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, la Legge di Bilancio 2019, la n.145/2018, è finalmente divenuta definitiva lo scorso 31 Dicembre nei termini utili ad evitare l’esercizio provvisorio. L’iter di approvazione della legge e delle misure in essa contenute, come è noto, è stato costellato in questi mesi di duri dibattiti tra le forze politiche sia all’interno dello stesso Governo che tra le opposizioni, ma soprattutto il nuovo testo è figlio dei diversi incontri avuti con i vertici dell’UE per evitare la procedura d’infrazione che l’Europa stava preparando per il nostro Paese. Punto chiave è stato l’abbassamento del deficit dal 2,4% al 2% grazie alla correzione da 10,2 miliardi, 9 miliardi di riduzioni di spesa e 1,2 di maggiori entrate. I conti italiani saranno però tenuti sotto osservazione dalla UE già dai primi giorni del nuovo anno.

Andiamo ora ad analizzare in sintesi alcuni dei provvedimenti più importanti previsti dalla manovra:

1.Reddito di cittadinanza e “quota 100”

E’ stato istituito un apposito fondo per entrambi i capisaldi delle due forze di Governo.

Per il primo sono previsti 7,1 miliardi per il 2019, poco più di 8 miliardi per il 2020 e 8,3 miliardi per il 2021. Parte di queste risorse saranno utilizzate per il potenziamento dei centri per l’impiego mentre diversi saranno i requisiti per potervi accedere. La misura dovrebbe partire ad aprile e i dettagli tecnici verranno previsti da un successivo decreto di prossima discussione del CdM.

Per “quota 100” invece la dote è di 4 miliardi per il 2019, 8,3 miliardi per il 2020 e 8,6 miliardi per il 2021. Le misure per rendere operativo il pensionamento con quota 100 (almeno 62 anni di età e 38 di contributi) arriveranno anche qui con un decreto legge all’inizio dell’anno.

2.Regime forfettario

Il regime forfettario viene esteso ai contribuenti che hanno conseguito nell’anno precedente ricavi o compensi fino a un massimo di 65.000 euro, con un’imposta sostitutiva del 15%. Il tetto dei 65mila euro è unico per tutte le partite Iva e sostituisce i precedenti valori soglia dei ricavi/compensi percepiti differenziati sulla base del codice ATECO. Saltano inoltre i due limiti di spesa di 5.000 euro lordi per lavoro accessorio, lavoro dipendente e per compensi erogati ai collaboratori, il tetto di 20mila euro al costo complessivo dei beni strumentali. Sale, poi, l’aliquota al 20%, per gli imprenditori individuali, gli artisti e i professionisti con ricavi fino a 100mila euro.

3.Sgravi per assumere giovani eccellenti e disoccupati al Sud

Il primo è uno sgravio di 12 mesi nel limite di 8mila euro che potrà essere fruito da datori che stabilizzano, nel 2019, laureati tra il 1° gennaio 2018 e il 30 giugno 2019 con 110 e lode (e una media ponderata di almeno 108/110) sotto i 30 anni e in regola con gli studi. Previsti sgravi anche per chi stabilizza dottorati di ricerca. Il secondo, invece, è la proroga dell’incentivo fino a 8.060 euro su base annua per chi assume, nelle otto regioni meridionali, under 35 o lavoratori senior, purché disoccupati da almeno sei mesi.

4.Rivalutazione pensioni e taglio pensioni “d’oro”

Previsto un contributo di solidarietà quinquennale sulla quota retributiva degli assegni pensionistici più elevati. Il taglio scatta sugli assegni superiori ai 100mila euro lordi annui ed è del 15% fino a 130mila euro lordi annui per poi salire al 25% tra i 130.001 e i 200mila euro, al 30% fino a 350mila euro, al 35% tra i 350.001 e i 500mila euro ed arrivare al 40% sotto quest’ultima soglia. Nuova rivalutazione per le pensioni superiori a tre volte il minimo, cioè 1.522 euro, in base a 7 nuove fasce.

5.Incentivi imprese

Non prorogato il super ammortamento per l’acquisto delle macchine tradizionali, mentre sono previste tre diverse aliquote per l’iper ammortamento per i beni digitali. Esteso il credito d’imposta per la formazione e rifinanziata la “Nuova Sabatini”. Ridimensionato, invece, il credito di imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo.

6.Saldo e stralcio in base all’ISEE

E’ prevista una definizione agevolata dei debiti derivanti dall’omesso versamento di Irpef e Iva delle persone fisiche che versano in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica, ossia che hanno un Isee fino a 20mila euro. Sarà possibile definire il capitale, le sanzioni e gli interessi con il pagamento di un forfait pari al 16% se l’Isee del nucleo familiare non supera gli 8.500 euro, al 20% con Isee compreso tra 8.500 e 12.500 euro e al 35%, se l’Isee è superiore a 12.500 euro ma sempre nel tetto dei 20mila euro. Per aderire occorre presentare apposita istanza entro il prossimo 30 Aprile. Possibile saldare in unica soluzione entro il 30 novembre 2019, o in 5 rate così divise: 35% a novembre 2019, 20% a marzo 2020, 15% a luglio 2020, 15% a marzo 2021 e 15% a luglio 2021. Alle rate si applicano interessi al 2% annuo.

7.Altre misure

Possibilità per i Comuni medio-piccoli di aumentare le aliquote Imu e Tasi, imposta del 3% sui servizi digitali dovuta da chi presta servizi con un ammontare complessivo di ricavi pari o superiore a 750 milioni di euro, di cui almeno 5,5 milioni realizzati nel territorio italiano per prestazione di servizi digitali, ecotassa dalle auto di lusso fino a quelle medie ed ecobonus su quelle elettriche ed ibride, taglio del 32,7% alle tariffe Inail, istituito il “Fondo indennizzi risparmiatori” (Fir) per rimborsare i cittadini che hanno subìto un danno ingiusto in relazione all’investimento in azioni di banche poste in liquidazione coatta amministrativa nell’ultimo biennio, usufruendo dei servizi prestati dalla banca emittente o da società controllata.

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