Nella notte tra il 23 ed il 24 Dicembre la legge di bilancio per il 2020 è stata approvata in via definitiva dalla Camera con 312 sì e 153 voti contrari dopo che la stessa, sempre con la questione di fiducia posta dal Governo, aveva ricevuto nei giorni precedenti il via libera dal Senato. È stato scongiurato così il pericolo di esercizio provvisorio che si sarebbe verificato nel caso in cui la legge fosse passata dopo il 31 dicembre.
La manovra vale quasi 32 miliardi, di cui la metà in deficit, e prevede la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia (COSA SONO) per l’anno prossimo per 23,1 miliardi di euro, evitando pesanti aumenti dell’Iva. La questione delle clausole di salvaguardia però continuerà a pesare sulle manovre successive. Infatti, ben 47.1 miliardi di clausole Iva (44.2 miliardi) e accise sui carburanti (2.9 miliardi) sono pronte a scattare nel biennio 2021-2022 limitando sempre di più lo spazio per misure di crescita.
Analizziamo però le più importanti misure contenute nella manovra.
Plastic, sugar e auto: la plastic tax entrerà in vigore da luglio e prevede nella sua ultima versione un’imposta di 45 centesimi al chilo per i prodotti monouso. Slitta, invece, ad ottobre la sugar tax, che resta a 10 centesimo al litro. Praticamente azzerata, invece, la stretta sulle auto aziendali che partirà a luglio per i nuovi contratti.
Bonus Befana dal 2021 per chi usa pagamenti elettronici: si punta a favorire l’utilizzo dei pagamenti elettronici e tracciabili per contrastare l’evasione fiscale. Arriva un rimborso in denaro a chi utilizza bancomat e carte di credito. Il cosiddetto Bonus Befana’ scatterà nel 2021 con uno stanziamento complessivo di tre miliardi per il 2021 e il 2022.
Infrastrutture, messa insicurezza strade ed edifici: arrivano fondi per investimenti in infrastrutture e opere pubbliche e la messa in sicurezza di strade, ponti, viadotti ed edifici pubblici. Viene aumentato da 4.9 a 8.8 miliardi di euro il finanziamento dei contributi alle Autonomie locali per questo obiettivo.
Taglio cuneo fiscale: nasce un Fondo per la riduzione del carico fiscale sui lavoratori dipendenti con una dotazione di 3 miliardi di euro per il 2020 e di 5 miliardi annui a decorrere dal 2021. I 4,5 milioni di lavoratori con redditi tra i 26.600 euro e 35mila euro, finora esclusi dal bonus Renzi, avranno fino a circa 50 euro in più al mese. Quindi attorno ai 500 euro in più nel 2020 e mille euro in più nel 2021. Per i 9.4 milioni di lavoratori con redditi da 8.000 euro a 26.600 euro che percepiscono il bonus 80 euro (vale fino a 960 euro annui), dal taglio del cuneo riceveranno solo 40-50 euro annui.
Bonus famiglia: oltre alle novità del bonus nido e le modifiche del bonus bebè, arriva il nuovo bonus allattamento, cioè un contributo da 400 euro per l’allattamento per le mamme che, per alcune patologie, non possono allattare al seno. Confermato anche il bonus cultura da 300 euro per i diciottenni. Mentre per i neopapà il congedo obbligatorio viene ampliato a 7 giorni.
Web tax: scatterà dal primo gennaio la digital tax sulle rendite dei colossi del web. Si tratta di un prelievo del 3% sui ricavi di società di servizi digitali i cui introiti complessivi siano superiori ai 750 milioni di euro e i cui ricavi derivanti da prestazioni di servizi digitali non siano inferiori a 5.5 milioni di euro.
Pacchetto casa tra bonus e unificazione Imu-Tasi: confermati l’ecobonus del 50 e del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, le detrazioni del 50% per le ristrutturazioni edilizie con tetto di 96.000 per immobile, il bonus del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici efficienti con un limite di spesa pari a 10.000 euro. Nasce il bonus facciate che concede una detrazione del 90% per le spese sostenute nel 2020 per gli interventi, inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici. Si riduce dal 15 al 10 per cento, a regime, la misura dell’aliquota della cedolare secca sulle locazioni abitative a canone concordato, nei comuni ad alta densità abitativa. Vengono unificate l’Imu e la Tasi con una aliquota di base fissata allo 0.86% che può essere manovrata dai comuni a determinate condizioni.
Giochi, tassa fortuna sale al 20%: dal primo marzo il prelievo sulle vincite oltre i 500 euro sale al 20%, con un’entrata prevista di 308 milioni di euro. Sale dal 12% al 20% anche il prelievo sulle new slot sulle vincite sopra i 200 euro, che scatterà dal 15 gennaio, e al 65% sul Preu e il payout, la percentuale di somme giocate destinate alle vincite.
Previste anche misure per pensioni, sanità ed economia green.
Il primo effetto della nuova legge di bilancio però non è stato dei migliori. Proprio nel giorno di Natale infatti il ministro dell’Istruzione Fioramonti ha rassegnato le dimissioni già annunciate il 23 Dicembre prima dell’approvazione della manovra. Il motivo, spiegato anche attraverso un post su Facebook, è stato la scarsità di risorse destinate alla scuola e che “sarebbe servito più coraggio da parte del Governo per garantire quella linea di galleggiamento finanziaria soprattutto in un ambito così cruciale come l’università e la ricerca. Si tratta del vero motore del Paese, che costruisce il futuro di tutti noi. Pare che le risorse non si trovino mai quando si tratta della scuola e della ricerca, eppure si recuperano centinaia di milioni di euro in poche ore da destinare ad altre finalità quando c’è la volontà politica”. Al suo posto il doppio dicastero: Azzolina alla Scuola e Manfredi all’Università. Quest’ultimo ha già fatto sapere di aver bisogno di almeno 1 miliardo per ripristinare il settore.