Nel Decreto Rilancio lotta al caporalato e regolarizzazione dei lavoratori stranieri

di Marco Sigillo

Il governo regolarizzerà circa 200mila lavoratori stranieri. Dopo giorni di discussioni interne alla maggioranza, ieri sera il ministro Bellanova ha annunciato il provvedimento. Superate infine le resistenze del Movimento 5 Stelle che si opponeva alla proposta avanzata da PD e Italia Viva, grande soddisfazione tra i membri del Governo che hanno lavorato alla misura. Commozione del ministro Bellanova durante la conferenza stampa: “Gli invisibili saranno meno invisibili”.

L’obiettivo del governo è quello di far emergere situazioni di illegalità presenti nel nostro Paese. I lavoratori extracomunitari maggiormente coinvolti saranno quelli del settore agricolo, ma anche badanti e colf. Il ministro dell’interno Lamorgese ci ha tenuto a chiarire che questo non è un condono ma uno strumento per dare dignità e sicurezza a chi lavora nel nostro paese. Si punta quindi a ridurre i fenomeni di sfruttamento e caporalato che spesso interessano le nostre campagne.

Quali saranno i canali per ottenere la regolarizzazione?

I datori di lavoro che attualmente impiegano lavoratori irregolari potranno autodenunciarsi. La richiesta di regolarizzazione passerà per la stipula di un contratto di lavoro. Queste richieste potranno essere presentate a favore di chi è residente in Italia da prima dell’8 marzo. Altra strada sarà quella garantita ai migranti attualmente in cerca di lavoro. Coloro che sono in possesso di un permesso di soggiorno scaduto ad ottobre o in scadenza in questi mesi, potranno dichiararsi alla ricerca di un lavoro. A tale scopo riceveranno un permesso temporaneo di sei mesi. Qualora la ricerca di lavoro portasse all’ottenimento di un contratto, il permesso sarà convertito in uno per lavoro, della durata di quattro mesi.

Il costo della domanda sarò di 400€ per i datori di lavoro e di 160€ per i singoli. Assolutamente esclusi da queste possibilità sono sia i datori di lavoro che i migranti condannati per reati riconducibili a sfruttamento, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, traffico di stupefacenti, prostituzione o che hanno già ricevuto un decreto di espulsione.

Dure le opposizioni. Critiche da Salvini e Meloni. Al leader leghista non sono andate giù le lacrime del ministro Bellanova. Dopo averla paragonata alla Fornero, ha giudicato il Governo più interessato ai migranti che ai problemi delle famiglie e dei disoccupati italiani. Sulla stessa scia la Meloni che ha sottolineato come a piangere davvero siano stati gli italiani che in questi mesi hanno perso tutto.

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