L’Italia si sta preparando a dire addio alla plastica con un decreto legislativo

di Carolina Cassese

Comincia la lotta alla plastica. Il decreto legislativo per l’attuazione della direttiva UE 2019/904 si appresta ad eliminare l’uso della plastica in Italia, tanto dannosa per l’ambiente. Il testo è composto da 13 articoli e all’art. 1 stabilisce che l’obiettivo del decreto è d’introdurre una serie di misure finalizzate a raggiungere tali risultati:

  • prevenire e ridurre l’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente, in particolare sull’ambiente acquatico e sulla salute umana;
  • promuovere la transizione verso un’economia circolare con modelli imprenditoriali, prodotti e materiali innovativi e sostenibili;
  • contribuire alla riduzione dei rifiuti;
  • favorire il corretto funzionamento del mercato;
  • promuovere comportamenti responsabili rispetto alla corretta gestione dei rifiuti in plastica;
  • promuovere l’utilizzo di plastica riciclata idonea al diretto contatto
  • Il provvedimento riguarda i prodotti in plastica monouso, in plastica oxo-degradabile e attrezzi da pesca contenenti plastica.

Ma cosa s’intende con il termine plastica? Con il termine “plastica” si fa riferimento al “materiale costituito da un polimero”. Il prodotto di plastica monouso invece è quello “realizzato interamente o parzialmente in plastica”.

Per poter ridurre entro il 2026 il consumo di prodotti in plastica, il Ministro della transizione ecologica, il Ministro dello sviluppo economico, le Regioni o le Province Autonome di Trento e Bolzano dovranno stipulare accordi con enti pubblici, imprese, soggetti pubblici o privati e associazioni di categoria per far sì che le imprese producano prodotti riutilizzabili, ma soprattutto per  sensibilizzare la collettività sulla necessità di riciclare i prodotti.

Il provvedimento prevede il divieto d’immettere sul mercato prodotti di plastica monouso e in plastica oxo-degradabile. Tale uso è consentito solo fino all’esaurimento delle scorte e solo se si dimostra che l’acquisito precede l’entrata in vigore del suddetto divieto. Non è invece vietata l’immissione nel mercato di prodotti biodegradabili e compostabili. Il decreto disciplina la responsabilità del produttore, della raccolta differenziata, delle misure di sensibilizzazione. Le sanzioni potrebbero arrivare fino alla cifra di 10.000 euro e verranno applicate sulla scorta della legge del 24 novembre 1981, n. 689. La loro riscossione sarà destinata al “potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni”.

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