A breve dovrebbe diventare legge il ddl contenente le “Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni“, presentato dall’ex Ministro della Salute Grillo e approvato nel settembre 2019. Nel maggio 2020 il ddl è stato modificato dalla Camera e l’8 luglio si è concluso l’esame da parte della Commissione Igiene e Sanità.
Vediamo come è strutturato il testo normativo. Il ddl n. 867-B è composto da 10 articoli e disciplina:
- l’istituzione di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio sanitarie;
- la promozione di iniziative finalizzate a promuovere il rispetto per le professioni sanitarie per progetti di comunicazione istituzionale;
- la modifica dell’art 583 quater c.p, che punisce le lesioni gravi o gravissime commesse in danno di un pubblico ufficiale estendendo le stesse pene a chi le cagiona a chi opera in ambito sanitario;
- misure di prevenzione attraverso piani per la sicurezza delle strutture in cui opera il personale sanitario, finalizzate alla stipula di protocolli operativi con le forze di polizia, per garantire il loro intervento tempestivo;
- l’istituzione, di una Giornata nazionale dedicata all’educazione e alla prevenzione della violenza contro gli operatori socio sanitari;
- una sanzione amministrativa minima di 500 e massima di 5000 euro per punire chi tiene condotte moleste, violente e ingiuriose nei confronti di chi svolge una professione sanitaria, salvo che il fatto costituisca reato.
Presso il Ministero della salute è stato istituito l’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, composto per metà da rappresentanti donne e da rappresentanti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale, delle regioni, di un rappresentante dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), di rappresentanti dei Ministeri dell’interno, difesa, giustizia, lavoro, politiche sociali, ordini professionali interessati, organizzazioni di settore, associazioni di pazienti e di un rappresentante dell’Inail. L’Osservatorio ha il compito di monitorare gli episodi di violenza, controllare l’attuazione delle misure di prevenzione e protezione caldeggiando il ricorso alla videosorveglianza, a corsi di formazioni per la gestione dei conflitti. Per quanto concerne il diritto penale, i soggetti che causano lesioni gravi o gravissime ai medici o al personale ausiliario soggiacciono alle stesse pene applicate a chi commette il reato contro un pubblico ufficiale: da quattro a dieci anni di reclusione per le lesioni gravi e da otto a sedici se le lesioni sono gravissime.
Per tale motivo, il legislatore sta lavorando per aggiungere all’art. 583 quater c.p il seguente comma : “Le stesse pene si applicano in caso di lesioni personali gravi o gravissime cagionate a personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria nell’esercizio o a causa delle funzioni o del servizio, nonché a chiunque svolga attività ausiliarie di cura, assistenza sanitaria o soccorso, funzionali allo svolgimento di dette professioni, nell’esercizio o a causa di tali attività“.
Sarà aggiunto all’articolo 61 c.p, avente ad oggetto le circostanze aggravanti comuni, il comma 11 octies che prevederà come circostanza aggravante comune i reati commessi con violenza o minaccia in danno “degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nonché di chiunque svolga attività ausiliarie di cura, assistenza sanitaria o soccorso, funzionali allo svolgimento di dette professioni, a causa o nell’esercizio di tali professioni o attività“. Il comma 11 octies prevederà un ulteriore inciso, ovvero “se in conseguenza del reato di percosse non deriva una malattia nel corpo o nella mente, chi è penalmente responsabile è punito a querela della persona offesa, a meno che non si renda responsabile di questo reato in danno di un soggetto che esercita una professione sanitaria o ausiliaria, come previsto dall’aggravante 11 octies dell’art, 61 c.p. In tal caso si procederà d’ufficio”. Attendiamo quindi fiduciosi questa nuova legge che finalmente tutelerà la vita di tanti operatori sanitari che lavorano ogni giorno per salvaguardare la nostra salute e quella dei nostri cari.