“Harry Potter e i Doni della Morte – parte 2”: la saga si conclude ma la magia vive per sempre

di Vittorio Paolino Pasciari

Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2 (Harry Potter and the Deathly Hallows – Part 2) è un film di genere fantasy-avventura-azione-drammatico del 2011 diretto da David Yates, seconda parte della trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di J. K. Rowling che, a differenza dei capitoli precedenti, è stato diviso in due pellicole separate ed è il capitolo conclusivo delle serie cinematografica Harry Potter (2001-2011) prodotta da David Heyman, per la sceneggiatura di Steve Kloves e distribuita da Warner Bros Pictures.

Confermata è la maggior parte del cast dei primi sette film (le recensioni qui) con delle new entry: i giovani Daniel Radcliffe (Harry Potter),  Rupert Grint (Ron Weasley), Emma Watson (Hermione Granger), Tom Felton (Draco Malfoy), Matthew Lewis (Neville Paciok), James e Oliver Phelps (Fred e George Weasley),  Bonnie Wright (Ginny Weasley),  Evanna Lynch (Luna Lovegood), Devon Murray (Seamus Finnigan), Clémence Poésy (Fleur Delacour), Domhnall Gleeson (Bill Weasley), Alfred Enoch (Dean Thomas), Katie Leung (Cho Chang), Jessie Cave (Lavanda Brown), Josh Herdman (Gregory Goyle), Scarlett Byrne (Pansy Parkinson) sono affiancati dagli attori affermati Ralph Fiennes (Lord Voldemort), Alan Rickman (Severus Piton),  Michael Gambon (Albus Silente), Maggie Smith (Minerva McGranitt), Helena Bonham Carter (Bellatrix Lestrange), Warwick Davis (Unci-Unci – Filius Vitious), John Hurt (Garrick Olivander), Robbie Coltrane (Rubeus Hagrid),  David Thewlis (Remus Lupin),  Natalia Tena (Ninfadora Tonks), Gary Oldman (Sirius Black), George Harris (Kingsley Shacklebolt), Julie Walters  (Molly Weasley), Mark Williams (Arthur Weasley), Jason Isaacs (Lucius Malfoy),  Helen McCrory (Narcissa Malfoy), Jim Broadbent (Horace Lumacorno), David Bradley (Argus Gazza), Gemma Jones (Poppy Chips), Miriam Margolyes (Pomona Sprite), Emma Thompson (Sibilla Cooman), Dave Legeno (Fenrir Grayback) e Nick Moran (Scabior) con l’aggiunta di Ciarán Hinds  (Aberforth Silente) e Kelly Macdonald (Helena Corvonero).

Prodotto con un budget di circa 125 milioni di dollari ed ottenendo un incasso globale di circa 1,3 miliardi di dollari, il film è risultato un successo al botteghino che ha battuto ogni record, fra cui migliore partenza al box office italiano di sempre (superando Spider-Man 3 del 2007), miglior record nel weekend di apertura in USA (superando Twilight), primo film della saga per incasso e quarto fra i migliori incassi di tutti i tempi (superando Il Signore degli Anelli – Il ritorno del Re). Il favore della critica si evidenzia con il 96% di recensioni professionali positive sul sito Rotten Tomatoes ed il punteggio 85/100 su Metacritic.  Fra gli svariati premi e riconoscimenti si segnalano 3 nomination agli Oscar 2012 (miglior scenografia-miglior trucco-migliori effetti speciali) e 1 premio BAFTA (migliori effetti speciali) su 4 candidature.

“Le parole sono, nella mia non modesta opinione, la nostra massima e inesauribile fonte di magia,
in grado sia di infliggere dolore che di alleviarlo.”

TRAMA Inghilterra, fine XX secolo. Il mondo dei maghi e degli umani/babbani è in fermento. La mano del perfido mago Lord Voldemort ha esteso il suo dominio ovunque e dopo che il Signore Oscuro ha profanato la tomba di Albus Silente, defunto preside della scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, impossessandosi della leggendaria Bacchetta di Sambuco la sorte di entrambi mondi sembra ormai segnata. Harry Potter, l’ormai diciassettenne mago sopravvissuto da neonato a Voldemort e prescelto alla disfatta del Signore Oscuro ha da tempo abbandonato la scuola e iniziato, con l’aiuto degli inseparabili amici Ron ed Hermione, la ricerca degli Horcrux, oggetti / esseri viventi maledetti che garantiscono a Voldemort l’immortalità finché restano intatti. Tre di questi sono già stati distrutti, ma ne restano ancora degli altri e la missione del giovane Potter risulta tutt’altro che facile. Sarà proprio la ricerca degli Horcrux a condurre, fra spettacolari scontri e nuove sconvolgenti rivelazioni, il maghetto ed i suoi amici nel luogo in cui si terrà l’epico e decisivo scontro fra le forze della Luce e quelle dell’Oscurità: Hogwarts!

ANALISI I due livelli su cui scorre un’azione veloce coincidono con i punti di forza su cui punta il regista per ottenere una conclusione degna delle premesse. Effetti speciali spettacolari, uniti ad interpretazioni ormai più che collaudate, sono una garanzia di emozionante divertimento che culmina, dopo un breve assaggio iniziale, nella battaglia fra le mura della scuola. Non meno emozionanti, intriganti e commoventi sono le  ultime rivelazioni che, spianando la via al duello finale, risultano più che soddisfacenti nell’offrire allo spettatore quell’imprevedibile divertimento che anche i lettori più fedeli possono accettare nonostante gli immancabili tagli ed adattamenti di una saga che è sempre e prima di tutto una rivelazione da sfogliare su carta prima che in celluloide.

“Tu sei il vero padrone della morte, perché il vero padrone non cerca di sfuggirle, accetta di dover morire e comprende che vi sono cose assai peggiori nel mondo dei vivi che morire. Non provare pietà per i morti, Harry. Prova pietà per i vivi e soprattutto per coloro che vivono senza amore.”

 

MAGIA E CRESCITA Il settimo ed ultimo romanzo della saga fantasy Harry Potter ambientata negli anni ’90 del XX secolo e scritta da J. K. Rowling, Harry Potter e i doni della morte (Harry Potter and the Deathly Hallows), esce il 21 luglio 2007 ed in Italia viene pubblicato il 5 gennaio 2008 dall’editore Salani, traduzione di Beatrice Masini con illustrazioni di Serena Riglietti. Tradotto in 77 lingue – tra cui latino e greco antico – è uno dei libri più attesi in tutto il mondo e batte tutti i record: con 11 milioni di copie vendute in 24 ore solo in USA e UK fino a 72 milioni in tutto il mondo nel primo fine settimana diventa il libro più venduto e la più popolare opera nella storia dell’editoria.

Il secondo dei due film tratti dal libro ripercorre le vicende dei capitoli 24-36: la completa conquista del potere nel mondo magico da parte di Voldemort, la ricerca degli horcrux che riporta i giovani protagonisti alla scuola di Hogwarts, la battaglia fra Luce e Oscurità fra le mura della scuola, le rivelazioni sul vero ruolo di Severus Piton nella vicenda del giovane Potter, il duello finale fra il mago ed il suo nemico come raggiungimento della piena maturità per la conclusione definitiva della saga. Ancora una volta la traduzione di Beatrice Masini riesce nell’intento di offrire in una lettura scorrevole un perfetto equilibrio fra l’azione di scontri spettacolari e l’intrigo di nuove rivelazioni, intervallato da immancabili elementi comici e romantici.

 

SEMPRE…NEL CUORE ALAN   Un doveroso pensiero a parte va all’indimenticabile interprete di quello che è senza dubbio il personaggio più completo e riuscito dell’intera saga di Harry Potter. L’attore, regista e sceneggiatore britannico Alan Sidney Patrick Rickman (Londra, 1946-2016) vanta una carriera premiata con un Golden Globe, un Premio Emmy, un BAFTA e uno Screen Actors Guild Award ed è scolpito nel cuore di chi ama il cinema soprattutto per numerose e memorabili interpretazioni di antagonista alle quali segue quella, definitiva e meritata consacrazione, del tormentato professor Severus Piton.

Nato da una famiglia operaia – madre gallese metodista e padre irlandese cattolico – il giovane Alan mostra la propensione per l’arte nella pittura fin dall’infanzia ed è questo talento a fargli vincere la borsa di studio alla Latymer Upper School di Londra, luogo dove muove i primi passi nella recitazione a teatro. Dopo aver vinto una seconda borsa di studio, per la Royal Academy of Dramatic Art, inizia a studiare Shakespeare e si aggiudica premi come l’Emile Littler Prize, il Forbes Robertson Prize e il Bancroft Gold Medal, diventando così uno degli attori britannici più noti anche per la sua versatilità e per la sua eleganza recitativa.

Ad una brillante carriera teatrale segue, dal 1988, un’altrettanto brillante carriera nel cinema, facendosi notare dal vasto pubblico per la capacità di ricoprire magistralemnte ruoli da “cattivo” fra cui spiccano un carismatico e geniale leader terrorista contro Bruce Willis (Die Hard – Trappola di Cristallo) e uno spietato sceriffo di Nottingham contro Kevin Costner (Robin Hood, principe dei ladri). La versatilità nell’interpretazione gli concede anche di farsi notare nella commedia (Un’avventura terribilmente complicata, 1995) e in ruoli romantici (Ragione e sentimento Il fantasma innamorato, 1996). Con il secondo millennio la carriera di Rickman prosegue fra successi e soddisfazioni, come interprete e come regista, anche in produzioni musicali ed indipendenti. Ma è il 2001 l’inizio della definitiva consacrazione quando Tim Roth rifiuta la parte di Severus Piton nel primo capitolo della saga Harry Potter, permettendo a Rickman di offrire per 10 anni (2001-2011) un’interpretazione rimasta scolpita nel cuore dei cinefili in cui la forgiata e riconosciuta bravura di “cattivo” risulta perfettamente in linea con quella di imprevedibile e tormentato “antieroe”.

Il meritato successo viene riconosciuto nel 2010 dalla rivista Empire che inserisce Rickman alla posizione n. 59 fra i 100 migliori attori di tutti i tempi e al n. 19 fra i più grandi attori viventi over 50. Noto anche come acceso sostenitore del Partito Laburista, Rickman si rende protagonista attivo di numerose apparizioni per beneficenza in supporto a diverse organizzazioni umanitarie.

Una brillante carriera per un grande uomo è quella di Alan Rickman che avrebbe potuto offrire molto altro prima di quel dannato agosto 2015. Un’ictus minore porta alla diagnosi di un tumore al pancreas in fase terminale, una tragica verità che Rickman confida solo ai suoi amici e confidenti più stretti. La vita per lui si spegne il 14 gennaio 2016 nella sua Londra, meno di un mese dal suo 70o compleanno. Gli ultimi due film in cui appare sono Il diritto di uccidere e Alice attraverso lo specchio, entrambi dedicati alla sua memoria.

 

“Sempre.”

 

I lettori di J.K. Rowling e gli spettatori di tutti e 8 i film si commuovono ancora al ricordo di una parola, tanto semplice quanto profonda, pronunciata in quella che è diventata, merito anche della ineguagliabile bravura di Rickman, la più emozionante e commovente scena del capitolo conclusivo della serie Harry Potter. Fu proprio questa parola, oltre al suo innato talento, a permettere all’attore londinese di recitare al meglio il ruolo del complesso e ambiguo professore e poi preside di Hogwarts. Interessante ed esauriente è la risposta che la Rowling diede ad una fan su Twitter che le aveva chiesto quale fosse il segreto dietro la parola che l’autrice della saga confidò ad Alan Rickman per convincerlo ed aiutarlo a recitare la parte. L’attore britannico – sue parole testuali – non conosceva il finale della storia e come tutti doveva attendere l’uscita dei libri per capire come si sarebbe evoluto il suo personaggio. Ma prima di accettare la parte, Rickman parlò al telefono con la Rowling e durante questa conversazione ella gli diede un’informazione – mai rivelata a nessuno dall’attore – che se non appariva cruciale in modo tangibile per la trama lo fu per lui: il significato della parola “Always” / “Sempre” a richiamare una delle ultime scene del settimo e ultimo libro della saga.

Onde evitare ripetizioni per chi già conosce libro e film o spoiler per quelli che la saga ancora non la conoscono (dài, sul serio?!) quello che certo bisogna ricordare è che Alan Rickman ha saputo dare una interpretazione spontanea, profonda – in italiano esaltata al massimo dalla voce sussurrante di Francesco Vairano – e del tutto degna delle pagine di un personaggio che spicca per la sua complessità e, alla fine, per il suo cuore tormentato: il più odiato degli insegnanti (quello di chimica che ispirò la Rowling), il più subdolo dei traditori ed infine il più coraggioso degli antieroi simbolo degli amici eternamente innamorati non ricambiati. L’interpretazione memorabile rende ancora più profonda la ferita per la tragica e prematura perdita di un talento che mai sarà dimenticato da chi ama la celluloide.

 

CAPITOLO FINALE  Se nella prima parte del finale David Yates si concentra su un contesto on the road che mette ancora a dura prova l’animo tormentato dei maghi adolescenti, in questa seconda parte fin da subito si nota l’intenzione di puntare sull’azione spettacolare che culmina nella battaglia di Hogwarts. Qualche lettore fedele alle pagine può giustamente storcere il naso nel notare sempre più consistenti tagli al libro che fanno avvertire un senso di vuoto e di esaurimento di idee per concludere una storia che ormai sembra aver dato tutto. Questo però solo per la prima metà della proiezione, perché quando si arriva alla scena più emozionante – indimenticabile Alan Rickman – il divertimento di chi ama scontri epici si ritrova in perfetto equilibrio con l’ultima e commovente rivelazione prima del duello finale. Il libro viene sempre prima della celluloide, ma la spettacolarità in equilibrio con le rivelazioni basta alla proiezione per soddisfare chi aspettava la fine di una serie degna del successo ottenuto.

Tutte le storie iniziano, procedono e inevitabilmente devono finire. Quando si parla di fantasy ancora adesso e purtroppo, si tende spesso a relegarlo ad una fascia di età – più psicologica che fisica – che non va oltre i banchi di scuola. Superficialmente e pateticamente i “grandi” sono ancora convinti che altre più “serie” letture debbano accompagnare la nostra crescita una volta entrati nella fase pre-adulta. Premesso che ognuno ha pienamente diritto ai suoi personali gusti, quando si parla di Harry Potter anche la più acuta delle menti analitiche – circa 1 millesimo dell’umanità attuale – cresciute con il profumo di inchiostro da sfogliare – prima ancora che con i pixels! – non può non riconoscere in questa saga un’opera unica che per sua stessa natura ha meritatamente conquistato il posto fra gli immortali dei Classici da preservare e riscoprire.

Con una notevole abilità di concentrare emozioni in una scrittura scorrevole – resa ancora più accessibile da Beatrice Masini per Salani editore – J. K. Rowling riesce a dare nuova linfa ad un tipo di letteratura ben noto alle generazioni pre-digitale, facendo scorrere in parallelo e in perfetto equilibrio due contesti (magico e umano). Soprattutto l’autrice di Yate riesce a combinare in un perfetto amalgama elementi appartenenti a generi diversi – romanzo generazionale, romanzo di formazione, romanzo gotico, avventura, thriller, horror – e ottiene un lavoro capace di emozionare, intrigare, sorprendere e commuovere il lettore di tutte le età. E, per rispondere a chi non sa andare oltre la superficie della magia, molto attuali – ora più che mai e purtroppo! – sono temi affrontati come la paura dell’ignoranza e dell’invidia che non vogliono vedere oltre la superficie “diversa” (i Dursley), la deviata ossessione della purezza della razza superiore che schiaccia i deboli (Voldemort) e la corruzione di un sistema politico che di fronte al pericolo preferisce nascondere l’evidenza e conservare un’apparente e fragile tranquillità invece di impegnarsi ad affrontarlo prima che sia troppo tardi (Cornelius Caramel), lasciando così ai giovani il compito di rimediare alla cieca paura degli adulti.

Quando si deve passare dalle pagine alla celluloide difficile è ottenere un prodotto che rispecchi o al massimo sia degno del testo di riferimento. La serie a otto film prodotta da Warner Bros iniziata nel 2001 e conclusa nel 2011 si concentra su determinati punti cruciali della storia, mira e riesce ad ottenere il plauso degli spettatori sfruttando al massimo una serie di elementi che rendono suggestivo ed intrigante quanto le pagine il progressivo passaggio dall’adolescenza alla maturità in parallelo con l’avvicinarsi all’epico scontro finale fra Luce e Oscurità. Il talento degli attori lo si vede e lo si apprezza nella spontaneità dei giovani che crescono e nell’esperienza più che collaudata degli adulti, sia buoni sia cattivi. La suggestione delle scenografie, dalle luci chiare avventurose di Chris Columbus (1-2), ai chiaroscuri thriller di Alfonso Cuarón (3) fino ai toni gotico-horror di Mike Newell (4) e David Yates (5-8) risulta più che soddisfacente a far vivere la sensazione del cambiamento man mano che si va avanti. La spettacolarità degli effetti speciali e le sorprendenti rivelazioni ad intervallare i vari duelli e scontri a suon di incantesimi sono una garanzia di divertimento e di intrigo per mantenere alta l’attenzione fino alla fine.

La crescita interiore degli adolescenti in un mondo che riserva prove sempre più difficili man mano che si va avanti – la vita vera è una salita ripida costellata di ostacoli in cui il dolore forgia il carattere! – dove anche i legami più solidi possono logorarsi prima di diventare inossidabili è uno dei temi principali del testo fedelmente riprodotto nei film. Uno spessore notevole è dato, anche se solo nel capitolo finale, anche al tema dell’amore non corrisposto, mai spento dall’amicizia né dalla morte, che insegna il coraggio di affrontare l’estremo sacrificio di sé stessi prima che della propria vita nel ricordo di chi hai amato e perduto. Solo chi attraversa fin nel profondo l’oscurità impara a conoscere il coraggio per rivedere la luce.

LA MAGIA CONTINUA   La saga del maghetto di Hogwarts che ha conquistato il titolo di Classico si conclude con il settimo capitolo e la trasposizione in celluloide di essa prodotta da Warner Bros si conclude con l’ottavo film qui recensito cui si aggiunge uno speciale televisivo (Harry Potter 20o anniversario – Ritorno a Hogwarts), distribuito su HBO Max in occasione del 20o anniversario del primo film della serie, in Italia trasmesso da Sky Cinema e disponibile in streaming su Now. Ma il mondo magico creato dalla scrittrice J. K. Rowling prosegue con le ristampe della saga (l’ultima del 2022 con illustrazioni), gadget e opere derivate fra cui si segnalano i 3 volumi della “Biblioteca di Hogwarts” (Gli Animali Fantastici: dove trovarli – Il Quiddich attraverso i secoli – Le fiabe di Beda il Bardo) ed il sequel Harry Potter e la maledizione dell’erede (tratto da uno spettacolo teatrale in due parti messo in scena nel 2016), ogni testo sempre edito da Salani. Da una di queste opere è tratta la nuova serie cinematografica prequel-spin off Animali Fantastici (recensione del cap. 2 qui) diretta sempre da David Yates: 5 i film previsti di cui il capitolo terzo è uscito nel 2022 ed ancora una volta l’editore Salani sta pubblicando la versione cartacea tratta dagli screenplay originali di ciascun film.

LA SAGA SI CONCLUDE … LA MAGIA VIVE PER SEMPRE.

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