Sono ormai già 3 i giornalisti uccisi in Ucraina in zone di guerra dall’inizio del conflitto. Il primo decesso segnalato è stato quello di Brent Renaud, reporter americano che in passato aveva lavorato anche per il New York Times e che da tempo si occupava di produrre reportage in zone di guerra. Renaud, 51enne esperto e pluripremiato, è stato colpito mortalmente al collo nei pressi di un checkpoint a Irpin; con lui c’era un suo collega, Juan Arredondo, rimasto ferito. Nelle scorse ore si sono segnalate altre due morti: Pierre Zakrzewski, un cameraman di Fox News, è stato ucciso vicino a Kiev; con lui ha perso la vita anche una produttrice e giornalista ucraina, Alexandra Kurshinova, mentre è rimasto gravemente ferito il corrispondente della Fox, Benjamin Hall, a cui per ora è stata amputata una gamba. In Russia, invece, proprio una giornalista ha fatto un gesto di enorme coraggio irrompendo in onda nella sua emittente con un cartello contro la guerra. Per la donna, Marina Ovsyannikova, c’è stato un processo lampo e, dopo una multa, il rilascio. Nel frattempo il bilancio dei morti civili sale a oltre 600 e, purtroppo, salirà ancora.
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