“Dispiace che non ci siano donne a questa conferenza“. Ha deciso di iniziare così il premier Draghi la conferenza stampa sul Decreto Aiuti. Il Presidente del Consiglio ha voluto scusarsi per la presenza esclusivamente maschile di ministri seduti al tavolo. “Buonasera a tutti, inizio scusandomi per il fatto che siamo sei maschietti e manca la ministra Messa, che avremo voluto con noi stasera, probabilmente non è stata avvisata in tempo“.
Il mea culpa di Draghi fa da cornice ad un lento processo di parità di genere che sta prendendo vita in campo politico ed aziendale in Italia. Numeri, tuttavia, ancora abbastanza bassi. Se infatti tra i sottosegretari 19 sono donne e 20 sono uomini, tra i ministri si contano 8 donne e più del doppio di uomini (15).
Anche in campo aziendale ci sono numeri contrastanti. Secondo lo studio di EWOB, Gender Diversity Index 2021 (GDI), in una scala che va da zero a 1 (in cui quest’ultimo rappresenta il traguardo del 50% di donne nelle posizioni di vertice), l’Italia è ancora a 0,59. Lo studio si è concentrato su 668 società quotate di 19 Paesi: solo il 35% dei membri dei CdA erano donne, il 7% è guidata da un amministratore delegato donna, le donne CEO in Italia sono il 3%.