Nel Decreto Rilancio anche un bonus per acquistare monopattini e bici

di Annibale Napolitano

Tra le novità più attese per quanto riguardo la mobilità urbana con il prossimo Decreto Rilancio vi è il bonus di 500 euro per l’acquisto di bici e monopattini. Il contributo è stato previsto per favorire gli spostamenti personali nell’ottica della mobilità sostenibile senza intasare i mezzi pubblici e quindi evitare assembramenti sugli stessi. Ma, stando alle ultime notizie, non spetterà a tutti.

Non sono previsti limiti di reddito e il bonus coprirà fino al 60% del valore d’acquisto del mezzo (e non più il 70% come inizialmente previsto), ma non si sa ancora da quando sarà possibile richiedere il bonus. Se la settimana scorsa si pensava potesse essere attivo già dal prossimo 18 maggio, ora tutti i dettagli sono ancora allo studio dell’esecutivo di Governo.

La platea di riferimento dovrebbe esser modificata inserendo anche le città sopra 45mila abitanti o 40mila abitanti, per non escludere importanti centri capoluoghi. L’ultimo testo disponibile dell’articolo 205 relativo alla misura per incentivare la mobilità sostenibile, quello stralciato l’11 maggio, indicava che per beneficiare del bonus bisognava essere residenti in città con più di 50mila abitanti e avere la residenza nella stessa città in cui si lavora o si studia. Ciò vuol dire che era escluso dal bonus chi vive in piccoli centri con una popolazione inferiore o fino a 50.000 abitanti, ma anche i fuori sede che hanno mantenuto la residenza nella propria città d’origine. Quanto ai mezzi consentiti, si potranno acquistare biciclette, normali e a pedalata assistita, monopattini, monoruota e veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica. Ad oggi è in corso di stesura una nuova versione del provvedimento con il già accennato abbassamento del limite delle città idonee a quelle sopra i 40mila abitanti.

Per quanto riguarda l’erogazione, sarebbero due le alternative: gli acquirenti potrebbero pagare per intero i mezzi ai commercianti, per poi caricare scontrini e fatture su una piattaforma elettronica e ricevere il rimborso, oppure lasciare ai commercianti l’onere della pratica. La bicicletta verrebbe così acquistata già scontata dai consumatori, mentre gli esercenti dovrebbero inserire i documenti di vendita sulla piattaforma per avere il rimborso diretto della somma a carico dello Stato. Un modo per evitare la corsa al click da parte degli utenti.

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