Il calcio è universale ed ovunque qualcosa lascia (le chiamano emozioni), ma passare dalla provincia al panorama europeo amplifica l’ambizione, dà il senso del progresso, del sogno che s’è fatto più piccolo, quasi minuscolo: a portata di mano. La storia di Gianluca Gaetano è quella di un bambino che s’avvia a diventare uomo. Da Cimitile al Napoli, dai campi in terra battuta al prestigio della Youth League, ovvero la Champions dedicata i più piccoli. Ha già segnato due reti che l’hanno consacrato come principale talento della Primavera azzurra, lo ha fatto attirando a sé la notorietà di una competizione in cui v’è il meglio di una generazione alla quale appartiene (classe 2000) con merito, più piccolo della media eppure già grande, maturo per determinati contesti.
Gaetano – che ha un fratello, Felice, che pure ha brillato con la Primavera del Napoli – ha segnato contro Shakhtar e Feyenoord. Due reti stupende: in Ucraina ha sbloccato il match (poi vinto 2-1) con un destro dal limite dell’area all’incrocio, con gli olandesi s’è ripetuto in casa, allo stadio Ianniello di Frattamaggiore, realizzando direttamente da corner con una parabola imparabile. Un gol bello ed un’idea straordinaria, perché in quel tentativo geometrico c’è l’azzardo di un potenziale campione che sa cosa desidera ed ha intuito come pretenderlo per ottenerlo.
Lo ha capito anche il Napoli, facendogli firmare un anno fa il primo contratto da professionista. La società ha scelto di puntare su di lui, scruta all’orizzonte la sua crescita ed intanto, appena possibile, gli offre la possibilità di allenarsi in prima squadra, agli ordini di Sarri, rubando ai vari Hamsik, Insigne e Mertens segreti, dettagli, particolari (non solo tecnici) alla base di un esempio. L’allenatore della Primavera, Saurini, lo schiera mezzala (suo ruolo naturale) ma anche esterno offensivo e centravanti. Sfrutta la sua duttilità e non se ne priva mai, alimentando il suo desiderio di diventare calciatore. Ha capito, come tutti, che ha qualità e margini di crescita interessanti. Ed allora la sua è la storia di un ragazzo, come tanti, che al proprio sogno ha dedicato attenzioni e cura, impegno e passione. Il racconto di Gaetano sarà un pretesto per altri: quasi sempre volere è potere. Al resto ci pensa il talento. Innato.