Coronavirus: ecco cosa prevede il nuovo decreto di marzo

di Marco Sigillo

È stata una notte difficile. Forse la peggiore dal punto di vista comunicativo e decisionale da quando nel nostro Paese è arrivato il Coronavirus. Cerchiamo di fare chiarezza e capire cosa è stato deciso dal Governo.

Purtroppo, nella serata di ieri è stata imprudentemente diffusa da alcuni giornali la bozza del decreto contenente nuove misure per fronteggiare l’emergenza. Si trattava di un testo non ancora definitivo e soprattutto non ancora firmato dal Presidente del Consiglio. Le notizie che accompagnavano la bozza del decreto parlavano di un’imminente isolamento dell’intera regione Lombardia e di alcune province emiliane, venete e piemontesi. Notizie che hanno contribuito ad alimentare un panico già diffuso in alcuni nostri concittadini. Tra le conseguenze c’è stato un tentativo disperato di alcuni residente nel milanese di fuggire dalla regione con gli ultimi treni notturni, con l’intento di tornare nelle proprie regioni di origine.

A notte fonda il premier Conte è stato costretto ad una conferenza stampa. Nel corso dell’intervento ha espresso grande rammarico per l’irresponsabile fuga di notizie. Entrando nel merito del decreto vediamo quali sono le novità per le regioni più colpite e per l’intero territorio nazionale.

Innanzitutto, come detto da Conte stesso, non si può parlare di nuove zone rosse, in quanto le misure previste sono meno stringenti di quelle applicate al lodigiano nelle scorse settimane. Le nuove misure riguardano le seguenti province: Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia. Per quanto riguarda la Lombardia è interessato l’intero territorio nazionale.

  • Non sarà possibile entrare ed uscire da questi territori, salvo che per comprovati motivi lavorativi, situazioni di necessità e motivi di salute. È anche prevista la possibilità di poter raggiungere il proprio domicilio qualora ci si trovasse fuori casa al momento dell’entrata in vigore del provvedimento.
  • I cittadini devono limitare al minimo gli spostamenti, chi ha febbre deve rimanere in casa e contattare il proprio medico.
  • Tutti gli eventi sportivi potranno svolgersi solo a porte chiuse e salvo controlli medici sugli atleti partecipanti
  • Chiuse le scuole, le università, i musei, i teatri e i cinema. Ristoranti e bar potranno restare aperti fino alle 18 e predisponendo distanze adeguate tra i clienti. Chiusi anche palestre, centri termali, piscine, centri culturali e ricreativi di ogni genere. Chiusi centri scommesse, bingo, sale slot, discoteche e locali.
  • Sospesi i funerali. I riti di culto potranno svolgersi solo con adeguata gestione dei fedeli, mantenimento di distanze di sicurezza ed evitando affollamenti.

Le forze dell’ordine, con l’ausilio dei vigili del fuoco e, dove necessario, dell’esercito, saranno chiamati a far vigilare tali provvedimenti fino al 3 aprile. Chi non rispetta gli obblighi rischia tre mesi di carcere. Ad esclusione del divieto di spostamento, gli stessi provvedimenti valgono anche nel resto d’Italia, dove però la riapertura di scuole e università è prevista per il 15 marzo, salvo successive valutazioni.

È un momento in cui si chiede a noi cittadini un grande senso di responsabilità, sacrifici grandi e piccoli che sono però necessari ad evitare sacrifici ancor più grandi in futuro. Anche chi non teme di ammalarsi deve fare lo sforzo di pensare a chi gli sta intorno e alle conseguenze sulla collettività. È importantissimo in questo momento limitare la diffusione del virus per non sovraccaricare le strutture sanitarie e i reparti di terapia intensiva che potrebbero ritrovarsi nella difficilissima situazione di non poter garantire le giuste cure a tutti. Scenario da scongiurare e che comporterebbe un certo aumento della mortalità del Coronavirus, ad oggi già oltre quota 300 decessi.

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