Alla morte di un genitore è possibile sbloccare il conto corrente? Ecco cosa dice la Legge

di Carolina Cassese

Come sbloccare il conto in banca alla morte del genitore? Nella maggior parte dei casi nel conto è compresa la liquidità per affrontare le spese più urgenti, tipo quelle funebri. La banca, dal momento in cui riceve notizia dai familiari del titolare del conto della sua morte è tenuta a bloccarlo. Ciò costituisce un obbligo di legge. In questo modo si potrà impedire che eventuali soggetti in possesso della delega sul conto possano utilizzare il denaro ivi depositato. Se ciò dovesse succedere, l’istituto di credito non informato della morte del correntista non è ritenuto responsabile. Pertanto, gli eredi dovranno avviare le dovute azioni giudiziarie contro i responsabili.

Tuttavia, se è vero che il conto corrente del genitore viene congelato, restano comunque attivi solo i Rid (rapporto interbancario diretto) e le domiciliazioni delle utenze domestiche. Gli eredi per poter usufruire del conto, corrente dovranno allegare i documenti che dichiarino il loro diritto a succedere. Costoro sono tenuti a presentare: certificato di morte; atto di notorietà oppure dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (per capire chi sono effettivamente gli eredi); verbale di pubblicazione del testamento (nei casi in cui questo sia presente);
copia della dichiarazione di successione presentata all’Agenzia delle Entrate e dichiarazione di pagamento delle eventuali imposte di successione.

Nel caso in cui, nonostante gli eredi abbiano provveduto alla consegna dei documenti, la banca non provveda a sbloccare le somme, gli eredi potranno presentare reclamo scritto all’istituto, al fine di comprendere i motivi che impediscono la liquidazione. Se il reclamo non dovesse produrre gli effetti sperati, gli eredi potranno agire contro la banca dinanzi al giudice o potranno depositare telematicamente un ricorso all’Arbitro bancario finanziario. Le banche operano il blocco del conto nei confronti di tutti gli eredi, anche verso il cointestatario. Tuttavia, secondo una recente ordinanza della Cassazione l’istituto di credito deve consentire al cointestatario del conto cointestato a firma disgiunta il prelievo. In tal caso un eventuale blocco del conto corrente sarà ritenuto illegittimo.

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