La dura legge del calcio di serie C: massimo sforzo, minimobrisultato. Ed è anche andata bene, per i Lupi, alla fine. L’Avellino ha letteralmente dominato per 87 minuti, concedendo al Picerno solo tre opportunità. In una i lucani hanno fatto il gol del pareggio, nelle altre due hanno rischiato addirittura di vincerla. Una squadra, quella potentina, scesa al Partenio Lombardi con l’intenzione di non prenderle. Infatti, dopo il primo minuto, dove hanno sorpreso i biancoverdi con un’ infilata di Nappello, hanno trascorso il resto del primo tempo a difendersi e talvolta ad accasciarsi, con la complicità di un arbitraggio ai limiti della censura. Alla fine si sono contati tre eventuali rigori non concessi ed un gol, nel finale, annulalto per un presunto fallo.
Chiaramente i biancoverdi ci hanno messo del proprio. Dopo il vantaggio di Micovschi, bravo a colpire di testa dopo una tambureggiante azione sulla destra sul finire del primo tempo, i Lupi si sono seduti. È uscita fuori, in tutta la sua interezza, l’esiguità della rosa in organico. Tre partite in una settimana hanno stroncato le gambe, in più non ci sono sostituzioni adeguate. L’Avellino ha giocato bene, certo. Ha creato, ha manovrato, ma senza grande sveltezza. E poi l’atavico problema della assoluta mancanza di punte è uscito, irrimediabilmente, fuori. Si sono contati oltre venti cross in area, ma l’assenza di uno stoccatore ha certificato la sterilità degli irpini. Chiaramente, se ti riversi completamente in avanti poi rischi di essere scoperto. Ed i Lupi hanno rischiato per ben due volte nel finale. Soprattutto al 93′, quando Dini, proprio sulla linea di porta ha ribattuto un colpo di testa di Vrdoljak. Il portiere, neo arrivato, si è riscattato così della mezza incertezza all’inizio di ripresa, quando l’ucraino Kosovan ha infilato un sinistro non proprio irresistibile.
Servono, urgentemente, rinforzi in attacco. Sono arrivati portiere ,difensore e centrocampista ma l’effettivo rinforzo in prima linea per i Lupi è atteso come la manna dal cielo. Ultima settimana di mercato. I tifosi sperano, anche se nel finale hanno dato fiato alle prime contestazioni alla neo società. Ed ora due trasferte in terra pugliese: Bisceglie e Francavilla. I tifosi ci saranno, come sempre.
A margine del match così ha commentato l’allenatore dei biancoverdi, Ezio Capuano:
Primo tempo faraonico, il nostro. Abbiamo creato occasioni su occasioni, ma non l’abbiamo mettessa dentro. Ho bisogno di punte, almeno due. E la società lo sa. Mi hanno promesso i rinforzi, io ci credo. Nella ripresa eravamo sempre sul pezzo, ma se l’arbitro non ti da dei rigori netti tutto viene vanificato. Ho provato anche a sostituire un difensore con un trequartista ma non è andata. Voglio, devo, salvare l’Avellino e ci riuscirò. In queste condizioni, senza rinforzi non è però certamente facile.
Di diverso avviso l’allenatore dei lucani, Domenico Giacomarro:
Buon punto ma sono rammaricato. Nel secondo tempo eravamo solo noi in campo ed abbiamo sprecato due grandi occasioni. Peccato.
TABELLINO
Avellino-Picerno 1-1
AVELLINO (3-5-2): Dini; Illanes, Zullo, Bertolo (20′ st Alfageme); Celjak, Izzillo (29′ st Evangelista), Di Paolantonio, De Marco, Laezza; Micovschi, Albadoro. A disp. Tonti, Pizzella, Morero, Rossetti, Carbonelli, Russo. All. Capuano.
PICERNO (3-5-2): Pane; Priola, Zaffagnini, Lorenzini; Melli (28′ st Squillace), Pitarresi, Vrdoljak, Kosovan (44′ st Calamai), Guerra (28′ st Vanacore); Nappello (29′ st Sparacello), Santaniello. A disp. Cavagnaro, Vanacore, Ripa, Ruggieri, Donnarumma, Montagno. All. Giacomarro.
ARBITRO: Angelucci di Foligno (guardalinee Tinello-Donato).
MARCATORI: 42′ pt Micovschi, 4′ st Kosovan.
NOTE: spettatori 3867 compresi gli abbonati. Ammoniti Evangelista (dalla panchina), Laezza, Priola, Vrdoljak, Alfageme, Pane. Angoli 5-3 per l’Avellino.