L’assegno divorzile può essere versato una sola volta? Innanzitutto, occorre precisare che l’assegno divorzile è un contributo periodico che spetta all’ex coniuge il quale, dopo la fine del matrimonio, non riesce a mantenersi da solo. Per esempio: Carla e Marco sono sposati. Lui è docente universitario, lei casalinga. La coppia si separa per via dei ripetuti tradimenti di Marco e successivamente divorzia. Il Tribunale attribuisce a Carla, che non lavora, il diritto di ricevere dall’ex marito un assegno di 600 euro mensili. Carla, essendo disoccupata e priva di mezzi per provvedere al proprio sostentamento percepisce l’assegno divorzile.
Come si calcola l’ammontare dell’assegno di divorzio? In verità non esistono parametri specifici. Difatti, il giudice dovrà valutare caso per caso e tenere in considerazione i seguenti parametri:
• la durata del matrimonio:
• il motivo del divorzio;
• l’età di chi richiede l’importo;
• le ragioni che non permettono al richiedente di provvedere al proprio sostentamento;
• i redditi di marito e moglie;
• il contributo personale ed economico fornito da entrambi i coniugi alla conduzione della vita familiare
L’assegno divorzile è suscettibile di revoca o modifica? Facciamo un altro esempio: Mario versa alla ex moglie un assegno divorzile che ammonta a 500 euro mensili. Successivamente scopre che la ex ha percepito una notevole somma di denaro a titolo di successione ereditaria. In questo caso, il miglioramento delle condizioni economiche della signora giustificano la revoca dell’assegno divorzile. Se uno dei due ex coniugi muore o il beneficiario contrae nuove nozze, il diritto all’assegno divorzile cessa automaticamente senza ricorrere al tribunale.
I coniugi possono decidere se l’assegno divorzile deve essere versato periodicamente o una tantum, cioè in una unica soluzione. Quest’ultima possibilità ha dei vantaggi, in quanto il beneficiario non rischia di ricevere l’importo in ritardo o di non riceverlo affatto né vederselo diminuito o revocato. Tuttavia, sussistono anche degli svantaggi. Il coniuge che sceglie di percepire l’assegno divorzile in una unica soluzione non potrà pretendere in futuro altre richieste matrimoniali, nemmeno se dovesse versare in serie difficoltà economiche. Inoltre, non avrà diritto ad ottenere la pensione di reversibilità in caso di decesso dell’ex coniuge né la quota del suo Tfr, ovvero al trattamento di fine rapporto di lavoro. Dunque, occorre pensarci bene prima di domandare al giudice il versamento una tantum dell’assegno divorzile.