L’annuncio della Superlega Europea non ha suscitato solo le furie dei tifosi ma anche le reazioni del mondo della politica. Il calcio in Europa non è solo uno sport, oltre ad essere un enorme business è anche un fattore culturale capace di scatenare dibattiti e riempire i quotidiani. La decisione di 12 tra i maggiori club di fondare una propria competizione non ha incontrato il favore dei tifosi. In Inghilterra i tifosi sono scesi in strada, insediando le sedi dei club che avevano annunciato la loro adesione. Dove le norme anti-Covid hanno tenuto a casa le tifoserie la rivolta si è fatta sentire via social.
Non si sono tenuti fuori dalle polemiche gli esponenti della politica italiana ed europea. Uno tra i più duri è stato Boris Johnson. Il premier inglese ha twittato: “I piani per una Superlega europea sarebbero molto dannosi per il calcio e sosteniamo le autorità calcistiche nelle azioni. Colpiranno lo spirito dei tornei domestici e colpiranno i fan di tutto il paese. I club coinvolti devono rispondere ai propri tifosi e alla più ampia comunità calcistica prima di compiere ulteriori passi”. Johnson è arrivato addirittura a minacciare sanzioni contro Chelsea, City, United e Liverpool.
Il presidente francese Macron è parso molto contrariato dalla proposta della Superlega. L’Eliseo si è detto dalla parte dei club francesi che hanno rifiutato di aderire alla proposta, aggiungendo che avrebbe supportato tutte le azioni delle istituzioni calcistiche: “La Francia supporterà tutti i passi della FFF, della Uefa e della Fifa per proteggere l’integrità delle competizioni federali, nazionali ed europee“.
In Italia, dove si sa il calcio è anche politica, si sono espressi sia Draghi che Enrico Letta. Anche il Presidente del Consiglio ha scelto Twitter per esprimere la posizione dell’esecutivo italiano: “Il governo segue con attenzione il dibattito intorno al progetto della Superlega calcio e sostiene con determinazione le posizioni delle autorità calcistiche italiane ed europee per preservare le competizioni nazionali, i valori meritocratici e la funzione sociale dello sport“. Il neosegretario del PD, grande tifoso del Milan, ha espresso il suo dissenso per l’iniziativa: “L’idea di una Superlega per i più ricchi club europei di calcio? Sbagliata e decisamente intempestiva. In Europa il modello NBA non può funzionare. Nel calcio e nello sport la forza sta nella diffusione, non nella concentrazione. E nelle belle storie tipo Atalanta, Ajax, Leicester”.