Napoli: aspetta 4 ore in codice rosso per un esame, muore giovane 23enne

di Redazione Zerottouno News

Grave episodio di mala sanità a Napoli. Un 23enne, Antonio Scafuri, è morto dopo aver aspettato più di 4 ore in codice rosso una angioTac, l’esame per analizzare ipotetiche anomalie nel sistema vascolare. Per questa operazione il Loreto Mare non era preparato e il giovane doveva essere trasferito al Vecchio Pellegrini, le ore di ritardo gli sono state però fatali.

A denunciare il tutto è il consigliere Francesco Borrelli su Facebook, citando la denuncia del responsabile del pronto soccorso del nosocomio incriminato, Alfredo Pietrolungo. Secondo quanto riportato dal dottore, il ragazzo sarebbe arrivato in ospedale il 16 agosto alle 21.46 dopo un incidente stradale, mostrava un politrauma e sospette fratture multiple. All’una, dopo un progressivo peggioramento, il ragazzo viene ricoverato in Chirurgia in prognosi riservata e imminente pericolo di vita. Rimane lì per ore, il padre alle 3.30 chiede insistentemente cosa si stesse aspettando per il trasferimento ma non riceve risposte soddisfacenti. Pietrolungo intuisce un malfunzionamento grave e si reca nel pronto soccorso, disponendo di far partire immediatamente un’ambulanza con rianimatore e chirurgo a bordo. L’equipe medica e il giovane tuttavia sarebbero partiti senza ambulanza riabilitativa e senza le precauzioni necessarie quando si trasporta un paziente in pericolo di vita. All’ospedale Vecchio Pellegrini al ragazzo vengono fatte le analisi, alle 8.30 del mattino il ritorno al Loreto Mare. Tutti questi ritardi sarebbero costati la vita ad Antonio Scafuri.

Il padre del 23enne parla di omicidio, intervistato dall’ANSA ha detto : “Mio figlio è stato ammazzato. Mentre lui moriva al pronto soccorso litigavano per decidere chi dovesse salire sull’ambulanza che doveva portare Antonio a fare una angiotac. Vogliamo la verità: chi ha ucciso un ragazzo di 23 anni deve pagare. Ci fu consentito di vedere nostro figlio dopo le 15, quando già era deceduto. Era freddo, segno che era morto da tempo. Pretendiamo la verità!”

Intanto il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha disposto l’invio di una task force per far luce sull’accaduto, mentre il direttore dell’ASL ha predisposto un’indagine interna.

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