Deserti, polverosi, scheletrici, inutilizzati, dimenticati. Sono pochi, sono sconosciuti ai più, diventati un rammarico invece per chi avrebbe voluto per loro un’altra sorte. Stiamo parlando dei vari parchi e delle diverse strutture sportive che a Nola sono in condizioni vergognose. Potrebbero essere riempiti dalle grida di divertimento dei bambini, dal loro sudore e rivitalizzate dal loro agonismo, invece sono spazi vuoti o riempiti da erbacce e rifiuti.
Difficile non accorgersene, basta andare per un primo sopralluogo in una zona abbastanza circoscritta, ovvero quella dello stadio dello Sporting Club. Lì c’è la struttura che ospita le squadre di calcio e che raccoglie oltre a due campetti da calcetto, una pista di pattinaggio ed un bocciodromo, tutti (o almeno quasi tutti) rigorosamente stravolti dall’incuria e dall’indifferenza delle istituzioni. Se volete cominciare il viaggio entrando dal parcheggio vedrete subito rifiuti sparsi un po’ ovunque che vi daranno il benvenuto, proseguendo invece le erbacce stile Amazzonia vi apriranno le porte verso le strutture sportive. I campetti di calcio a 5 ora sono arrugginiti, hanno reti lacerate, squarci da groviera sul suolo, travi ingiallite che pendono come rami secchi, qualche topo che viene a morire all’ingresso e spogliatoi ai limiti della decenza. La situazione è uguale anche se si sale, attraversando la vecchia pista di pattinaggio e il campetto superiore di calcetto; stessa struttura, stessi disagi, come una diapositiva che non ti riesci a scrollare dagli occhi. Semmai riusciste a togliervi queste immagini dal viso e a continuare verso lo stadio da calcio, ricevereste una pugnalata al cuore perchè la situazione, seppur forse meno appariscente, risulta ancora più grave. Servizi igienici vecchi e ai limiti della salubrità, sia per quanto riguarda quelli pubblici che quelli a disposizione degli spogliatoi degli atleti. Intorno al campo c’è sempre la stessa, sporca, amazzonica scena. E’ questa una delle strutture più funzionanti ma anche più disagiate e meno sfruttate.
Ma il nostro viaggio non è finito qui, basta uscire dalle mura dello Sporting Club e fare pochi passi a piedi per osservare altri due ruderi del suolo nolano. In via Padre Paolino Mancusi, una traversa dell’arteria Via Seminario, c’è un grande parco, le giostrine sono ancora là ma sono divorate dalla natura, mentre l’entrata è “sorvegliata” da rifiuti di tutti i tipi. In via Guglielmo Pepe invece c’è un intero campetto da calcio che è stato dimenticato, tanto è vero che è stato adibito a parcheggio o a spiazzale, ma una delle porte è ancora in piedi, lì a ricordare a tutti che qualcosa in quel posto c’era e che c’è ancora.
Potremmo continuare ancora il nostro viaggio per Nola e osservare qualche bella piazzetta, qualche viale alberato, ma poi ci potremmo imbattere di nuovo nella Villa Comunale chiusa a chiave, nel Parco Archeologico Urbano di via Merliano abbandonato (riaperto solo per qualche evento culturale a sfondo politico) o nell’ormai tristemente famoso vecchio Stadio Comunale.
Tirando le somme, la triste conclusione è che Nola è una miccia bagnata, una miccia che potrebbe far esplodere un enorme potenziale ma che invece si accende solo saltuariamente per qualche evento culturale/sportivo che, seppur significativo, resta comunque lontano dalla quotidianità della cittadinanza. Il calcio resta ancora lo sport più praticato a Nola, ma le strutture sono inadeguate. Sport come basket, tennis, atletica leggera, pallavolo sono praticati con ottimi risultati ma sono davvero sfruttati al massimo? Quanti campetti di basket o pallavolo potrebbero essere costruiti al posto di queste abbandonate strutture? Per quante volte ancora gli addetti ai lavori delle società sportive nolane dovranno lavorare in condizioni così “scomode”? Non basta certo solo autorizzare le società per l’uso della struttura per considerare finito il compito di un’istituzione pubblica. Quanti di questi parchi potrebbero ritornare a riempirsi delle risate e delle ginocchia sbucciate dei bambini? Forse non e’ un caso se nella zona dello Sporting l’unica struttura perfettamente funzionante sia proprio il bocciodromo; forse Nola è davvero, parafrasando un noto film dei fratelli Coen (senza intento di offesa ma con semplice spirito d’osservazione), “un paese per vecchi”.


































