In questi giorni di settembre ricorre il 74° anniversario dell’eccidio di Nola. Tra il 10 e il 23 settembre le truppe tedesche presenti nella zona misero in atto una delle più gravi stragi compiute durante l’occupazione nazista. La diffusione della notizia dell’armistizio siglato con gli Alleati l’8 settembre 1943 complicò non poco la posizione dei militari italiani, ritrovatisi improvvisamente a dover fronteggiare il nemico nazista.
Gli scontri cominciarono quando i tedeschi provarono a disarmare e a far arrendere i militari italiani presenti nella caserma Principe Amedeo di Nola, dove erano dislocati gli uomini del Distretto Militare e le truppe del XII Reggimento d’Artiglieria. Gli italiani quindi risposero al fuoco, uccidendo un tedesco e cattuardone un altro. Nello scontro rimasero uccisi anche due italiani, tra cui il civile Giuseppe De Luca. Il giorno seguente una delegazione italiana che cercava il dialogo con i tedeschi, sventolando la bandiera bianca, fu accolta dagli spari, con la conseguente uccisione di uno dei militari. Ma il clou della violenza nazista si consumò il giorno successivo. Un’intera divisione corazzata prese d’assalto la caserma di Nola, costringendo alla resa gli italiani. La vendetta nazista fu spietata, dieci ufficiali italiani presenti nella caserma furono giustiziati a fucilate. Tra di loro Enrico Forzati, che si offrì al posto di un commilitone, e fu per questo insignito della medaglia d’oro al valor militare. Gli scontri proseguirono nei giorni seguenti, vedendo anche il coinvolgimento della cittadinanza nolana che riuscì 1° ottobre a mettere in fuga i tedeschi stanziati in città.