Sta assumendo i tratti di un vero e proprio mistero il caso dei tre “desaparecidos” napoletani scomparsi in Messico qualche settimana fa. Si tratta del sessantenne Raffaele Russo, del figlio Antonio e del nipote Vincenzo Cimmino, attivi nel commercio import-export di generatori elettrici. Dei tre non si hanno più notizie dal 31 gennaio, data in cui i familiari hanno ricevuto un messaggio vocale in cui venivano informati che si trovavano nella provincia di Jalisco. Le autorità messicane hanno fermato 3 poliziotti e indagato circa una trentina, inviandoli nella capitale dello stato per degli accertamenti. Secondo una prima ipotesi i tre napoletani potrebbero essere stati presi di mira dal potente cartello dei Jalisco Nuova Generazione, i poliziotti fermati potrebbero essere con loro collusi. Le autorità messicane hanno inoltre chiesto all’Italia informazioni circa la fedina penale dei tre scomparsi e di altri tre italiani, affermando inoltre che proprio Raffaele Russo pare si sia registrato in alcuni alberghi messicani con il nome falso di Carlos Lopez. I familiari nel frattempo chiedono a gran voce che si faccia luce sull’accaduto ed hanno aperto un’accesa polemica contro le istituzioni messicane che, a parer loro, starebbero considerando i tre napoletani scomparsi come dei criminali e non starebbero portando avanti le dovute operazioni di ricerca.
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